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Coronavirus, in coda alla mensa con i nuovi poveri

Nella Capitale, in cima alla salita di via del Gran Paradiso, presso la parrocchia S.S. Redentore, c'è una mensa storica della carità, gestita dai volontari della chiesa di Valmelaina, insieme alla Società di San Vincenzo De Paoli. La pandemia ha infatti costretto la mensa - nata nel 1990 - a non servire più i pasti al tavolo, ma a dare un sacchetto con un primo piatto caldo, un contorno, panini, pane, frutta e un dolce. Ai senzatetto, ospiti abituali della mensa, si sono aggiunte persone che hanno perso il lavoro, colf, badanti e parrucchiere. La mensa serve fra 130 e 150 pasti al giorno grazie ai volontari e agli aiuti che arrivano ogni giorno dal banco alimentare, dalla Casa Lodovico Pavoni arrivano prodotti in eccedenza che qui vengono utilizzati al meglio.

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