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César, si dimettono i vertici degli Oscar francesi

Logo La Repubblica La Repubblica 13/02/2020 dalla nostra corrispondente ANAIS GINORI
© Fornito da La Repubblica

PARIGI -  Il cinema francese è scosso da una fronda inedita che ha portato all'azzeramento dei vertici dei César. A sorpresa, l'accademia che organizza l'equivalente degli Oscar in Francia ha infatti annunciato le "dimissioni collettive" dei vertici.

A pochi giorni dalla cerimonia prevista a Parigi è un terremoto. Tutto è nato da un appello pubblicato qualche giorno fa da Le Monde firmato da oltre quattrocento attori, registi, autori ed esponenti del cinema per denunciare una "gestione opaca ed elitista". Tanti i nomi che hanno sottoscritto la protesta, da Léa Seydoux a Gilles Lellouche, da Bertrand Tavernier a Omar Sy a Marion Cotillard.

Il testo pubblicato chiedeva un rinnovo completo dei vertici dopo alcuni incidenti. Uno degli episodi scatenanti, secondo quanto riferito dall'attrice Marina Fois che ha partecipato all'appello, è stato il rifiuto da parte dell'Accademia di prendere come madrina per un giovane attore la scrittrice Virginie Despentes. L'effetto della protesta è stato dirompente. Nell'annunciare l'azzeramento dei vertici, l'accademia dei César ha spiegato di voler favorire il "ritorno alla serenità e rendere la festa del cinema una celebrazione".

"Queste dimissioni collettive - si spiega nel comunicato - consentiranno un completo rinnovamento della gestione". Tra i punti sollevati nel testo su Le Monde ci sono le "disfunzioni", "l'opacità dei conti" o gli statuti basati sulla "cooptazione". L'elenco dei membri dell'Accademia, composto da 4.700 professionisti del cinema, è segreto. Per farne parte, servono due sponsor interni e aver partecipato ad almeno tre film in cinque anni.

L'edizione di quest'anno dei César era già stata al centro di polemiche per le 12 nomination assegnate a Roman Polanski con il suo film J'accuse (uscito in Italia col titolo L'ufficiale e la spia) dopo che il regista era stato oggetto di nuove accuse di violenza sessuale. Polanski è anche tra i membri della direzione dell'accademia dei César formata da 47 professionisti, di cui 39 uomini. Un altro motivo che ha alimentato le tensioni in una fase in cui si fa strada l'esigenza della parità anche nella settima arte. Diversi gruppi femministi avevano minacciato di voler boicottare la cerimonia prevista il 28 febbraio alla Salle Pleyel. Nei prossimi giorni il Centre national de Cinéma guiderà il rinnovamento dell'accademia e le modifiche allo statuto, con la promessa di una rivoluzione all'insegna della trasparenza e della parità.

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