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I soliti ignoti, le location a Roma di Monicelli: da Monti a Nomentano per il colpo della vita

Logo Leggo Leggo 09/10/2019 Michela Poi
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1958. UnItalia che faticosamente si sta risollevando dalle macerie della guerra, con il boom economico che tarda ad arrivare. Monicelli parte proprio da qui per I soliti ignoti: dalla strada. Da un piccolo gruppo di “cialtronelli” - come li chiamava lui - che tenta il colpo della vita, fallendo miseramente. E lo fa in chiave comica, con una leggerezza commovente. Inventando di fatto due nuovi generi: la commedia all’italiana e il caper movie, che racconta le storie di bande criminali. Per quello che diventerà uno dei capolavori del cinema italiano del dopoguerra, Monicelli sceglie un cast d’eccezione.

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Mastroianni, Cardinale, Pisacane, Salvatori, Totò, Gassman. Ma c’è un retroscena che forse non tutti conoscono. Gassman era un attore drammatico con un impostazione inadatta alla commedia. Per questo il regista cerca Totò, un grande comico amato dal pubblico che rappresentava una garanzia di divertimento. Il suo nome infatti risalta sulla locandina del film, anche se il suo è un cameo di pochi minuti. Indimenticabile, poi, l’interpretazione di Tiberio Murgia che Monicelli inserisce nel cast dopo averlo visto lavare i piatti in una pizzeria di Roma e al quale affida la parte del siciliano Ferribotte (seppure lui fosse sardo), uno dei personaggi più riusciti di tutta la pellicola.

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