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"Kong - Skull Island", 10 curiosità sul film

Logo Lettera 43 Lettera 43 12/03/2017 Beatrice Pagan
Kong Skull8: Kong, un gigante di 30 metri che mostra segni di umanità. © Fornito da Lettera 43 Kong, un gigante di 30 metri che mostra segni di umanità.

Dopo Godzilla, la Legendary porta sul grande schermo un altro dei protagonisti del suo MonsterVerse con Kong: Skull Island, in cui si offre un nuovo approccio alle origini del “reale” e imponente Kong. La sceneggiatura di Dan Gilroy, Max Borenstein e Derek Connolly è ambientata nel 1973, anno in cui la Nasa individua con il satellite Landsat 1 un'isola a forma di teschio in un'area nota per la scomparsa di aerei e navi. Un gruppo di scienziati, soldati ed esploratori si avventura quindi alla scoperta dell'isola del Pacifico, innescando una battaglia con la natura in un Paradiso primordiale in cui gli uomini non sono i benvenuti.

UN CAST ECCEZIONALE. A organizzare la missione è Bill Randa (John Goodman), un agente del Monarch convinto che l'isola sia il vero obiettivo dei test nucleari degli Anni 50, che si finge però alla ricerca di risorse nel sottosuolo e di antiche specie animali. A fare da guida al gruppo, che comprende anche la fotografa Mason Weaver (Brie Larson), c'è il capitano James Conrad (Tom Hiddleston), un ex ufficiale Sas black ops che ora cerca di dimenticare i suoi problemi nelle bische di Saigon, mentre il tenente colonnello Preston Packard (Samuel L. Jackson) si occupa con i suoi uomini di accompagnare la spedizione sull'isola.

UN BLOCKBUSTER SPETTACOLARE.Kong: Skull Island si inserisce senza alcuna difficoltà tra i blockbuster più spettacolari degli ultimi anni, grazie alla regia piena di energia di Jordan Vogt-Roberts che prova a far ignorare la sceneggiatura in alcuni momenti al limite dell'assurdo - con un miscuglio di atmosfere del passato, spunti storici, location meravigliose ed esotiche - e valorizza gli effetti speciali che hanno permesso di creare un Kong ben equilibrato tra emozioni quasi umane e ferocia animalesca, dando vita a una creatura venerata come una divinità e molto solitaria.

UN CORO GESTITO CON BRAVURA. Il gran numero di personaggi coinvolti negli eventi è poi gestito con una certa bravura, dando inoltre un buono spazio a John C. Reilly, interprete dell'interessante ruolo di un soldato della seconda Guerra Mondiale che ha trascorso molti anni su Skull Island, stringendo anche un'amicizia inaspettata. Chi si aspetta dei dialoghi sempre sensati o brillanti e delle rappresentazioni non troppo stereotipate rimarrà un po' deluso, tuttavia l'obiettivo di offrire un intrattenimento tecnicamente di qualità è raggiunto senza troppi sforzi, portando in vita oltre a Kong gli Striscia-teschi, ragni giganti, il Bufalo d'acqua dalle corna lunghe quasi 20 metri, piovre giganti, insetti a forma di stecco e persino un predatore alato chiamato Psico Avvoltoio. La scarsa profondità emotiva e psicologica viene in questo modo equilibrata da scontri, scoperte inaspettate, pericoli mortali di ogni tipo e la prevedibile dose di riferimenti cinematografici necessaria ad ancorare Kong: Skull Island in un genere che diverte e affascina, sfruttando la bravura del cast e mettendo in secondo piano molti difetti.

  • Regia: Jordan Vogt-Roberts; genere: azione (Usa, 2017); attori: Brie Larson, John Goodman, Samuel L. Jackson, John C. Reilly, Jing Tian, Corey Hawkins, Tom Hiddleston.

1. Immagini girate in mezzo alla natura

A differenza di molti altri progetti analoghi, Kong: Skull Island non è stato girato esclusivamente in studi cinematografici o davanti a un green screen, ma avventurandosi realmente in location affascinanti e spettacolari. Le riprese sono infatti durate oltre sei mesi e il cast e la troupe sono stati impegnati ad Oahu, nelle isole Hawaii, sulla Gold Coast in Australia, e in Vietnam. Brie Larson ha rivelato che il suo impegno sul set l'ha aiutata ad affrontare nel migliore dei modi il periodo che ha portato agli Oscar e quello successivo alla vittoria, ritornando negli Stati Uniti solo per gli eventi più importanti della stagione dei premi e non essendo raggiungibile in nessun modo dai paparazzi o dalla stampa.

2. Skull Island approda su Google Maps

L'isola in cui vive nel film il temibile Kong si chiama Skull Island ed è stata recentemente aggiunta su Google Maps nell'ambito della campagna marketing ideata per il progetto. Online è stato inoltre pubblicato un sito internet (Discoverskullisland.com) per permettere agli spettatori di scoprire tutti i dettagli sulle piante, sugli animali e sui reperti archeologici esistenti nell'area, oltre a dare spazio al foto-diario realizzato da Mason Weaver, il personaggio interpretato da Brie Larson.

3. Il personaggio di John Goodman unisce Kong a Godzilla

Nel film è presente un legame con Godzilla, in attesa del lungometraggio in cui le due creature si scontreranno sul grande schermo, previsto nelle sale per il 2020. Il produttore Alex Garcia ha infatti sottolineato che nella spedizione al centro di Kong: Skull Island c'è il personaggio affidato a John Goodman, che ha un legame con Monarch, l'oscura organizzazione governativa apparsa in Godzilla e a conoscenza di numerosi segreti.

4. Un'ambientazione temporale che richiama il presente

L'ambientazione negli Anni 70 ha permesso alla produzione di gettare delle nuovi basi per il MonsterVerse (l'universo popolato da mostri in cui esistono King Kong e Godzilla), spiegando nel film che nel 1954 il governo stava compiendo dei test nucleari nel tentativo di annientare qualcosa che verrà scoperto dalla missione al centro degli eventi. Il periodo storico è stato considerato utile anche per offrire un riflesso della società moderna, mostrando scandali politici, disordini civili, guerre controverse e una certa diffidenza nei confronti del governo.

5. Indiana Jones e Jurassic Park tra le fonti di ispirazione

Il lungometraggio, per genere e stile, si presta a molte citazioni e riferimenti cinematografici. Tom Hiddleston e il regista hanno ad esempio svelato che tra le fonti di ispirazione c'erano grandi classici come Indiana Jones e Jurassic Park. Un omaggio molto artistico è stato inoltre fatto nei confronti di Apocalypse Now, realizzando un poster del film ispirato al cult. Vogt-Roberts ha poi cercato di catturare il senso estetico degli anni '70 utilizzando delle lenti anamorfiche per videocamera realizzate in collaborazione con la Panavision, perfette per dare un tocco vintage alle immagini.

6. Un blockbuster senza storie d'amore

Alcuni mesi prima dell'inizio delle riprese, Brie Larson e Tom Hiddleston si sono incontrati per la prima volta, trovandosi perfettamente d'accordo sul fatto che in Kong: Skull Island non dovesse essere inserita alcuna storia d'amore nonostante l'evidente feeling esistente tra i due personaggi principali. Mason Weaver è una fotoreporter investigativa che si unisce alla missione dopo aver lavorato in aree di guerra, presenza ispirata alle donne che hanno realmente lavorato durante le battaglie, considerate storicamente luoghi prettamente maschili. Il capitano James Conrad ha invece insegnato le tecniche di guerra nella giungla alle truppe americane e sud vietnamite, affrontando inoltre missioni di ricerca e salvataggio di soldati dispersi nei territori selvaggi. Tra i due sembra stabilirsi un interessante legame, tuttavia il romanticismo non ha trovato spazio nel mondo del temibile Kong.

7. Una preparazione per il cast anche a livello emotivo

Per prepararsi alle riprese, il cast ha affrontato una lunga e accurata preparazione fisica e militare, oltre ad aver trascorso del tempo con degli ex soldati. L'incontro con i veterani ha permesso al cast di tenere a mente il fatto che molti piloti e soldati in azione durante la Guerra in Vietnam avevano solo 19 o 20 anni e tra di loro stringevano legami molto forti, come rappresentato nella finzione dagli Sky Devils, il team di elicotteristi.

8. Una pelliccia creata a mano dagli esperti della Ilm

A portare in vita Kong è stata la Industrial Light & Magic, sotto le direttive del supervisore senior agli effetti visivi Stephen Rosenbaum, e del supervisore agli effetti visivi Jeff White. Quasi 300 artisti, tra animatori e tecnici, hanno lavorato per più di un anno e mezzo, di cui otto mesi necessari per la progettazione della figura che doveva mantenere una certa umanità e un legame con il King Kong originale del 1933. La versione finale della creatura è alta ben 30 metri e mezzo e può contare su un corpo per cui, utilizzando il computer, sono stati preparati a mano, modellati e scolpiti 19 milioni di peli. La voce di Kong è stata invece creata sfruttando anche il ruggito di un leone e quello invertito di una tigre, oltre a registrazioni di versi di gorilla e scimmie.

9. Un film rispettoso dell'ambiente

La produzione è stata particolarmente attenta al rispetto per l'ambiente e, quando si è dovuta spostare nelle province più isolate del Vietnam, ha costruito persino strade dove non esistevano in precedenza. Una volta terminate le riprese nelle location, l'ambiente veniva risanato e il supervisore Ilt Jones verificava di volta in volta che tutte le postazioni venissero lasciate in condizioni uguali o migliori rispetto a come le avevano trovate.

10. Degli indigeni con i pixel sul corpo

I dipinti sui corpi degli Iwi, gli indigeni che vivono sull'isola restando distanti dal resto del mondo, hanno un'origine molto particolare. Voigt-Roberts ha infatti spiegato: «Le forme pixellate di molti personaggi di videogiochi, mi hanno sempre incuriosito, con le loro forme geometriche e gli angoli di 90 gradi. Mi piaceva l'idea di creare qualcosa di anacronistico - che fosse al tempo stesso moderno ma antico. Così abbiamo progettato questi dipinti che rappresentavano diversi scopi. Si comincia a capire che la pittura include anche la loro lingua scritta, oltre a essere un camuffamento, che permette loro di fondersi e mimetizzarsi con l'isola e rimanere in vita tra le innumerevoli minacce che li circondano».

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