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Sharon Stone, i 60 anni della bionda letale: "A sei anni volevo essere come Marilyn Monroe"

Logo La Repubblica La Repubblica 09/03/2018 SILVIA BIZIO

C'era una giovane donna, bionda, bellissima, con talento da vendere, che disse: "Avere una vagina e un cervello funzionante, a Hollywood, è una combinazione letale". Sia nel bene che nel male, avrebbe voluto aggiungere Sharon Stone, che nel 1992, con Basic Instinct, mostrò a tutti cosa volesse dire avere testa e corpo e, così facendo, divenne famosa in tutto il mondo.

SPETTACOLO STONE SHARON (2978-S) - 60esimo festival del cinema di cannes, l' attrice sorridente cammina, mentre alcuni fotografi gli scattano delle foto © ARCHIVIO+-+AGF SPETTACOLO STONE SHARON (2978-S) - 60esimo festival del cinema di cannes, l' attrice sorridente cammina, mentre alcuni fotografi gli scattano delle foto

"All'età di sei anni volevo essere come Marilyn Monroe", racconta adesso Stone, che il 10 marzo compie 60 anni (classe 1958, nativa della Pennsylvania). "E mio padre mi assecondava: 'Amore mio, sarai meglio e di più della Monroe...', mi diceva. Mio padre, un operaio, mi ha sostenuta e incoraggiata in tutto. La mia disinvoltura e sicurezza deriva dai miei straordinari genitori: lavoratori umili, bravi, orgogliosi".

Una ragazza della classe operaia diventata diva del cinema, sex symbol, ma non solo: col suo costante e coerente impegno umanitario, specialmente nella lotta contro l'Hiv/Aids, e instancabile 'fund raiser' tramite l'associazione Amfar e l'Onu, è stata insignita nel 2012 del Nobel Peace Summit Award per mano del Dalai Lama, con cui la Stone vanta una speciale e genuina amicizia. "A dispetto di - o grazie a - tutti i miei successi nel cinema, come attrice, il risultato di cui vado più fiera è quello umanitario", dice adesso Stone. "Ho messo la mia fama al servizio della salute nel mondo e alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica riguardo alle piaghe curabili e alle cure per i più bisognosi. Questo è il mio vero Oscar. Il resto è effimera mondanità".

Sotto la patina di glamour a 60 anni Stone mostra ancora una 'combinazione letale tra bellezza e intelligenza. Un Oscar, però, non l'ha mai vinto: ci è andata vicino nel 1996 con Casino di Martin Scorsese (candidata), il film per cui aveva vinto invece il Golden Globe, premio per cui era stata candidata la prima volta per Basic Instinct e l'ultima per The Muse, nel 2000. Ha vinto un premio Emmy per The Practice (2004), come attrice non protagonista in una serie tv drammatica. 

Stone continua a recitare, non è solo tutto politica e umanitarismo, anche se questa sembra la sua indole. Vista di recente in The Disaster Artist e attualmente nella serie tv Hbo Mosaic, prodotta da Steven Soderbergh, ha appena finito di girare il film What About Love, un dramma romantico accanto ad Andy Garcia, con un piccolo ruolo recitato dall'italiana Sara Lazzaro. Ha accettato due stagioni di una nuova serie televisiva diretta da Paolo Sorrentino e sta sviluppando un progetto, ancora senza titolo, con Martin Scorsese.

È passato molto tempo da quando la ragazzina Stone lavorava da McDonald's, dove venne scoperta da un 'talent scout', diventando modella per la prestigiosa agenzia Ford e poi passare alle pubblicità tv e, infine, debuttare al cinema nel 1980 con una piccola parte in Polvere di stelle di Woody Allen. Seguirono tanti altri ruoli minori fino ad arrivare a Total Recall con Arnold Schwarzenegger nel 1990, il film che la lanciò a Hollywood, cui seguì il ruolo della romanziera psicopatica Catherine Tramell in Basic Instinct, del regista olandese Paul Verhoeven (lo stesso di Total Recall); la scena dell'interrogatorio - con lei che apre le gambe davanti al poliziotto Michael Douglas - è passato alla storia. Ma per lei è storia passata, come la rabbia nutrita per anni nei confronti di una scelta di regia che le era stata imposta. Gli anni, insiste, cambiano, e soprattutto l'aneurisma che ha avuto nel 2001.

"Non tutti lo sanno, ma avevo il 5% di probabilità di sopravvivere, per non parlare di recuperare tutte le mie facoltà", dice ora. "Quando sono tornata a casa dall'ospedale facevo fatica a camminare, non ci vedevo dall'occhio sinistro e non ci sentivo dall'orecchio sinistro per via della rottura dell'arteria vertebrale. Per anni ogni tanto perdevo la vista da quell'occhio e se ero in pubblico mi mettevo occhiali colorati e facevo finta di niente. Ci sono voluti anni per recuperare completamente la sensazione nella mia gamba sinistra. Per tre anni non riuscivo a scrivere il mio nome, la mia mano si rifiutava di ascoltare il mio cervello. Ma ora sto bene, sono riuscita a girare 30 pagine di sceneggiatura al giorno con Steven Soderbergh che ha scritto quella parte per me, che mi ha dimostrato l'amore e il rispetto che ha nei miei confronti, e tutto questo mi fa stare bene, posso crescere i miei figli, ho ritrovato la mia fisicità e il mio lavoro, sia sul set che dal punto di vista filantropico". 

Sharon Stone è mamma adottiva di tre figli maschi, Roan, Laird e Quinn (17, 12 e 11 anni rispettivamente). Ha avuto due mariti, Michael Greenburg (dal 1984 al 1987) e Phil Bronstein (dal 1998 al 2004), ex direttore del San Francisco Examiner. Nonostante la popolarità e la bellezza, Stone non è stata fortunata con gli uomini: "Meglio sola che male accompagnata", dice. "Amo i maschi, non lo nego, ma mi sono ritrovata troppe volte con uomini troppo insicuri e forse intimiditi da me. Ho imparato a stare sola e col tempo a dare il mio amore ai figli. Sono innamorata di loro e mi sento appagata così". Preferisce non parlare del nuovo flirt con l'imprenditore italiano Angelo Boffa, cui il quale è stata immortalata alla premiere di Mosaic a New York.

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Le chiediamo come si sente all'alba dei 60 anni. "A 40 anni non sapevo se sarei stata una buona moglie o una buona madre. Pensavo sarei diventata vecchia come fa una ballerina, muovendomi e ballando. Quando ho compiuto 50 anni ero fiera di avere quell'età e un look ancora niente male. Ora, arrivata ai 60, mi sento molto, molto grata di esserci arrivata. Se non avessi avuto quell'aneurisma e non fossi sopravvissuta per miracolo, forse adesso, a 60 anni, starei ancora facendo castelli di carte. Insomma, apprezzo la maturità ottenuta sul campo". Come intende festeggiare? "Sarà una settimana di festeggiamenti", assicura l'attrice, che ha inaugurato le celebrazioni con una foto senza trucco che ha fatto impazzire i social. "Ma sarà anche un giorno di riflessione e di quiete. Perché è un traguardo grande, da rispettare con umiltà. Ora non mi sento fiera di niente ma il corpo ancora regge, mi guardo allo specchio e dico: Vecchia mia, ancora te la cavi".

L'ATTRICE SHARON STONE IN UNA FOTO DI SCENA DEL FILM DI MICHAEL CATON-JONES " BASIC INSTINCT II " . ANSA © Fornito da La Repubblica L'ATTRICE SHARON STONE IN UNA FOTO DI SCENA DEL FILM DI MICHAEL CATON-JONES " BASIC INSTINCT II " . ANSA

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