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Stallone tra Creed e Jack Johnson, il futuro di Rocky è tra i boxeur afroamericani

Logo La Repubblica La Repubblica 03/06/2018 GIULIA ECHITES

A settantadue anni dalla morte, il pugile Jack Johnson, il primo nero a diventare campione dei pesi massimi, non solo ha ricevuto la grazia postuma dal presidente statunitense Donald Trump, ma diventerà pure il protagonista di un film a lui dedicato. Anche dietro a questo nuovo progetto c'è la persona che è stata fondamentale per l'ottenimento della grazia, quella che ha segnalato il caso al presidente Trump e che da anni  perora la causa: Sylvester Stallone. L'attore, divenuto famoso proprio per l’interpretazione del pugile Rocky Balboa, comparso la prima volta sul grande schermo nel 1976, ha infatti prima annunciato la nascita della sua casa di produzione, la Balboa Productions, che si occuperà di progetti per il cinema e la tv, e poi ha svelato che il primo film in lavorazione è proprio quello dedicato alla biografia di Jack Johnson. Johnson, proveniente da una famiglia di ex schiavi, visse nel periodo in cui si sentivano ancora forti gli strascichi di quella pratica disumana, la divisione tra bianchi e neri era netta e pure lui fu costretto a pagare per il colore della sua pelle. Almeno questo è quanto si crede ora che il suo caso giudiziario è stato rivisto e i provvedimenti presi nei suoi confronti sono stati giudicati razzisti. © Fornito da GEDI Digital Srl Johnson iniziò la sua carriera da pugile combattendo nelle battle royal, gli incontri d'intrattenimento tra neri per un pubblico di bianchi. Debuttò come professionista nel 1987, all'età di 19 anni, e nel 1903 conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi "di colore", campionato a sfondo razziale per i soli atleti afroamericani. Dopo una serie di vittorie, nel 1908 divenne il primo pugile nero a vincere il titolo del mondo di boxe dei pesi massimi. Johnson incarnò così uno dei simboli dell’orgoglio nero a inizio del Ventesimo secolo, tuttavia questo non lo salvò dalla condanna per immoralità datagli nel 1913. Fu accusato di aver violato il Mann Act, una legge che condannava chiunque trasportasse una donna oltre i confini dello Stato in cui viveva per "propositi immorali". La legge era stata approvata per combattere la prostituzione, in realtà secondo molti storici, servì soprattutto a incarcerare, senza troppe formalità, persone nere. Il pugile fu infatti giudicato da una giuria composta solo da bianchi e dichiarato colpevole. L'accusa, interrogando la ex amante di Johnson, Belle Schreiber, riuscì a stabilire che il campione aveva intrattenuto rapporti con alcune prostitute e decise la pena dopo appena due ore di dibattimento: un anno di carcere. Johnson cercò di evitare l'arresto lasciando gli Stati Uniti e vivendo, insieme alla moglie Lucille Cameron, in esilio fino al 1920. In quell'anno si consegnò alle autorità statunitensi e, dopo aver scontato la propria pena, tornò a combattere, ma tutto era cambiato: la sua carriera accusò il colpo e lui non riuscì a tornare quello di prima. Morì in seguito a un incidente stradale nel 1946."Jack Johnson non era stato trattato in modo equo. Abbiamo corretto un errore e sono molto onorato di averlo fatto”, aveva commentato il presidente Trump durante la cerimonia di concessione della grazia, lo scorso 24 maggio. "Non posso credere tu l’abbia fatto" gli aveva risposto Sylvester Stallone, presente all’evento, aggiungendo "è un onore che Rocky, un personaggio di finzione, abbia potuto fare qualcosa di buono anche nella realtà". Ma evidentemente Rocky/Stallone non si è voluto fermare lì, scegliendo di produrre un film sulla storia del pugile Johnson. L’attore lavorerà alla pellicola insieme con la MGM, società già dietro a tutti i film di Rocky e Creed, il suo spin off. Proprio Johnson era stato il personaggio reale ad ispirare quello immaginario di Apollo Creed, lo storico rivale di Rocky, e proprio sul set di Creed II è attualmente impegnato Sly, nel ruolo che evidentemente non è destinato ad abbandonare.

Video: "Creed", Stallone: "Compio 70 anni ma sono ancora Rocky"

Il seguito di Creed, film diretto da Ryan Coogler (Black Panther) che nel 2015 aveva riportato il boxeur sul ring e sul grande schermo dopo nove anni dall'ultimo Rocky Balboa, incassando oltre 170milioni di dollari in tutto il mondo, uscirà il 21 novembre. È diretto da Steven Caple Jr. (The Land) da una sceneggiatura originale scritta da Stallone ed è pure la storia di un pugile afroamericano, il figlio illegittimo di Apollo Creed, Donnie Johnson (Michael B. Jordan), che Rocky accetta di allenare. Quello che si sa del sequel di Creed è fondamentalmente quello che ha detto Dolph Lundgren, che torna nel ruolo di Ivan Drago, il pugile russo che aveva ucciso sul ring proprio Apollo Creed: un personaggio cult quindi, ma che aveva fatto la sua ultima apparizione nel franchise con Rocky IV, nel 1985. Ospite al MAGIC (Monaco Anime Game International Conferences), Lundgren si è lasciato andare con alcune confessioni: "Non volevo interpretare nuovamente Ivan Drago anche se devo molto a quel personaggio. Al pubblico è piaciuta la sua storia, anche il modo in cui è finita, per questo motivo l’idea di tornare non mi convinceva. Poi Stallone mi ha fatto leggere la sceneggiatura, l'ho trovata molto profonda perché parla dei legami tra padre e figlio". Anche Drago, infatti, dopo essere stato messo K.O. da Rocky, trascorre il tempo ad allenare suo figlio. L'idea è quindi che Donnie Creed provi a vendicare il padre affrontando sul ring il figlio dell'uomo che lo ha ucciso. "Sly mi ha convinto a tornare – conclude Lundgren - perché questa storia è davvero fantastica ed il finale del film sarà scioccante".

Nel frattempo Stallone, attraverso il suo profilo Instagram, continua a riportare i fan del suo personaggio indietro nel tempo, con foto storiche e scatti nuovi dal set allestito a Philadelphia. Ha anche pubblicato un breve video nel quale si trova proprio davanti alla porta dell'appartamento di Rocky Balboa, al civico 1818 di Tusculum Street. L'invito è a salire con lui "sulla macchina del tempo". Ma se Ivan Drago tornerà sul set del franchise dopo oltre trent'anni, ci sono altri due personaggi che rivedremo dopo più di quarant'anni: sono le tartarughe Cuff e Link, comparse in Rocky, nel 1976.  "Ci saranno anche loro in Creed 2 – scrive Stallone sotto la foto degli animali nell’acquario – ora hanno più o meno 44 anni".

24/05/2018 WASHINGTON. IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI DONALD TRUMP FIRMA LA GRAZIA POSTUMA PER L'EX CAMPIONE DEI PESI MASSIMI JACK JOHNSON. NELLA FOTO SYLVESTER STALLONE © Fornito da La Repubblica 24/05/2018 WASHINGTON. IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI DONALD TRUMP FIRMA LA GRAZIA POSTUMA PER L'EX CAMPIONE DEI PESI MASSIMI JACK JOHNSON. NELLA FOTO SYLVESTER STALLONE
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