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TOP CORN | La sorpresa della settimana? Emma Thompson in E poi c’è Katherine

Logo Hotcorn Hotcorn 10/09/2019 Damiano Panattoni

Emma Thompson e Mindy Kaling sono le protagonista di una commedia arguta e divertente

© HotCorn

ROMA – Non è un vero esordio, ma poco ci manca. Perché la regista Nisha Ganatra, dopo aver studiato con Martin Scorsese e Spike Lee (e si vede, per come utilizza i colori, la camera), nonché essere stata regista di diversi (dimenticati) film, fa il grande salto. Un po’ come fa la Katherine Newbury della straordinaria Emma Thompson, protagonista del suo E Poi C’è Katherine (ma preferiamo chiamarlo con il titolo originale, Late Night) che, per scongiurare la chiusura del talk show che conduce, deve allontanarsi dalla sua scrivania (o dalla sua comfort zone?), per acchiappare – letteralmente – un (nuovo) pubblico che corre veloce come i taxi gialli di New York.

Emma Thompson è Katherine Newbury Emma Thompson è Katherine Newbury

Ad aiutarla, più o meno direttamente, l’ultima arrivata in un team di autori tutto al maschile, Molly Patel, interpretata da Mindy Kaling. Perché a Katherine, pur essendo una paladina del #MeToo, le donne non vanno propriamente a genio. E, se pensate che la commedia (un’ottima, commedia) sia solo un’altra revisione del tema, dovrete ricredervi. C’è molto di più nei 102 minuti di Late Night, in cui assistiamo all’accecante dietro le quinte di un famoso late-night talk show, mentre un’icona della tv torna a fare i conti con il tempo che passa e le mode che si evolvono. In fondo oggi non basta più ospitare una filosofa che, dice lei, “potrebbe essere un’Avengers!”.

Molly Patel aka Mindy Kaling Molly Patel aka Mindy Kaling

Se i dati crollano e, negli studi del Rockfeller Center Jimmy Fallon fa il bagno ad un cucciolo di labrador insieme a Robert Downey Jr., bisogna scendere a compromessi, bisogna reinventarsi. Magari aprirsi un profilo Twitter, magari ospitare una YouTuber. Del resto, ogni certezza è destinata a crollare come i dati d’ascolto, ci dice intelligentemente il film, piazzando qua e là battute acute, divertenti ed eleganti (tanto da essere cucite su misura ad Emma Thompson). Ma, Late Night, punta ad uno share più alto, rigirando metafore e morale. E se non è poi male adeguarsi? O meglio, e se i cambiamenti fossero una spinta per uscire fuori da una tana sicura ma troppo impolverata?

Emma Thompson in una scena del film Emma Thompson in una scena del film

Così, a far prendere coscienza all’impeccabile Katherine, ci pensa una sbadata e irresistibile ragazza indiana, con la sua indole libera dai dogmi, cosciente di essere una minoranza tra le minoranze. E, pur essendoci dei velati richiami alle dinamiche in stile Il Diavolo Veste Prada – più in generale, a quel cinema romantico e d’ufficio degli Anni Novanta e Duemila, a cominciare da Una Donna in Carriera di Mike Nichols –, Katherine, al contrario della Anna Wintour di quel film, ha invece un cuore molto più empatico, caldo e umano, capace di ammettere i propri errori, tornando a sorridere (e splendere) dopo ogni caduta.

  • Qui il trailer di E Poi c’è Katherine:
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