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Venezia, Leone d'oro a Guillermo Del Toro con 'The shape of water'. Charlotte Rampling migliore attrice

Logo La Repubblica La Repubblica 09/09/2017 di CHIARA UGOLINI

Il fantasy romantico di Guillermo Del Toro è il Leone d’oro della settantaquattresima edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Con la sua favola nera, ambientata nell’America di Kennedy che parla molto dell’oggi con la sua carica di razzismo, omofobia e odio del diverso The shape of Water si aggiudica il massimo premio per la sua storia di mostri, sacrificio, amicizia e speranza.

 

Video: 'The Shape of Water', il fantasy storico di Guillermo del Toro

Del Toro, il Leone e i suoi 136 chili. L’emozione del regista messicano, che sul tappeto rosso aveva regalato autografi, selfie e sorrisi con grande pazienza a tutti i suoi fan, era palpabile: “Ho 51 anni, peso 136 chili e ho fatto 10 film. Come narratore, a prescindere dall’età, con un film prendi sempre dei rischi cercando qualcosa di fare qualcosa di diverso. E’ la prima volta che un regista messicano ottiene questo premio e lo dedico a tutti i filmaker sudamericani che sognano di raccontare attraverso il fantasy”. Poi stringendo il leone, che ha subito ribattezzato “Sergio Leone” ha voluto consegnare al pubblico il suo credo: “Credo nella vita, nell’amore e nel cinema”.

 

Video: Charlotte Rampling a Venezia 74, assolo per Pallaoro - clip

Tutta l’Italia con Charlotte Rampling. L’Italia si consola con la Coppa Volpi alla grandissima Charlotte Rampling per il film dell’italiano Andrea Pallaoro, che in Hannah consegna un ritratto doloroso di donna che, dopo quarant’anni di vita insieme si ritrova a fare i conti con la solitudine e l’angoscia dell’arresto del marito per un crimine terribile. L’attrice, che ha ricevuto la Coppa da Jasmine Trinca, ha detto: “Nessuno sa come è finché non ci si trova, non posso dirvi la mia emozione. Soprattutto quella di ricevere questo premio in Italia, mia assoluta fonte di ispirazione. Sono venuta qui a 22 anni con Gianfranco Mingozzi e tornata negli anni con Visconti, Cavani, Amelio, Celentano e la gioia è di essere di nuovo qui con la nuova generazione di registi come Andrea e il suo bellissimo film”.

  © Fornito da Gruppo Editoriale L’Espresso SPA Il padrino tra emozioni e ringraziamenti. La cerimonia è stata condotta con grande fluidità dal padrino Alessandro Borghi che ha condiviso le sue emozioni del festival e raccontato “sotto la mia finestra ho visto passare persone per me fonte di grande ispirazione, ho addirittura fatto colazione con alcuni di loro e ho capito che prima di essere grandi attori dovremmo cercare di essere discreti esseri umani”. Ha ringraziato la famiglia e la fidanzata ma ha voluto chiudere il suo discorso con un ricordo speciale per il compianto regista Claudio Caligari.

  © Fornito da Gruppo Editoriale L’Espresso SPA Il discorso della presidente Annette Bening “Abbiamo preso seriamente il nostro compito, parlato apertamente, ascoltato con attenzione e ci siamo divertiti – ha detto a nome di tutta la giuria l’attrice americana prima di assegnare i premi - siamo venuti per celebrare il miglior cinema da tutto il mondo che ne conferma l’abilità magica di illuminarci e rinnovare la nostra anima”.

 

Video: Venezia 74, 'Foxtrot', tragedia israeliana in tre atti

Fuori dal carrarmato ancora un premio. Le conseguenze della guerra nel film premiato con il Gran Premio della giuria Foxtrot del regista israeliano Samuel Moz, che racconta il dolore e la rabbia di un uomo che deve affrontare la morte in guerra del figlio. Otto anni dopo il Leone d’oro per Lebanon, tutto girato all’interno di un carrarmato, Moz torna ad affrontare il tema del conflitto raccontandone gli effetti sui familiari dei soldati.

Video: Ziad Doueiri presenta 'The Insult', quell'odio sopito nel Libano odierno

Coppa Volpi araba. E di guerra parla anche il libanese The insult che consegna a Kamel  El Basha la Coppa Volpi maschile nel ruolo di un arabo palestinese la cui lite per lo scarico di un tubo con un cristiano si trasforma in un’escalation di violenza e in un processo dove i singoli destini vengono sfruttati per interessi più grandi. “Non so come torno in Palestina, mi immaginavo un premio più piccolo – ha scherzato l’attore stringendo la Coppa – sono molto orgoglioso di questo premio e non potrei essere qui se il popolo palestinese non fosse venuto per trent’anni a vedermi a teatro”.

 

Video: Venezia 74, Frances McDormand in 'Three Billboards' - trailer

Sceneggiatura, pasta e Negroni per McDonagh. Un po’ di delusione forse per il premio alla sceneggiatura a Tre manifesti a Ebbing, Missouri dell’angloirlandese Martin McDonagh (In Bruges) che sul palco si è limitato a ringraziare in italiano e ricordare il tempo passato insieme ai suoi attori: “ci siamo divertiti, mangiato un sacco di pasta e bevuto moltissimi Negroni”.

 

Video: 'Sweet Country', una terra agrodolce, un aborigeno nel 'far west' australiano

Western australiano nel segno di Leone. Premio speciale della giuria è stato vinto dal western australiano Sweet country di Warwick Thornton che in conferenza stampa aveva confessato la sua passione per la trilogia del dollaro di Sergio Leone. Il  film racconta una storia realmente accaduta negli anni Venti nell’entroterra australiano quando un guardiano di bestiame aborigeno uccise il proprietario terriero bianco per autodifesa e fu costretto a fuggire.

  US ACTOR CHARLIE PLUMMER HOLDS THE MARCELLO MASTROIANNI AWARD FOR BEST YOUNG ACTOR FOR HIS ROLE IN THE MOVIE 'LEAN ON PETE' DURING THE AWARDING CEREMONY OF THE 74TH ANNUAL VENICE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL, IN VENICE, ITALY, 09 SEPTEMBER 2017. THE FESTIVAL RUNS FROM 30 AUGUST TO 09 SEPTEMBER. ANSA/CLAUDIO ONORATI © ANSA US ACTOR CHARLIE PLUMMER HOLDS THE MARCELLO MASTROIANNI AWARD FOR BEST YOUNG ACTOR FOR HIS ROLE IN THE MOVIE 'LEAN ON PETE' DURING THE AWARDING CEREMONY OF THE 74TH ANNUAL VENICE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL, IN VENICE, ITALY, 09 SEPTEMBER 2017. THE FESTIVAL RUNS FROM 30 AUGUST TO 09 SEPTEMBER. ANSA/CLAUDIO ONORATI  Giovani attori crescono. Al diciottenne Charlie Plummer è andato il premio Marcello Mastroianni per il suo ruolo in Lean on Pete di Andrew Haigh sul rapporto d’amicizia tra un giovane e il suo cavallo. Plummer, dopo aver debuttato nella serie di Scorsese Boardwalk Empire, torna protagonista nel film che Ridley Scott ha dedicato alla vera storia del rapimento del rampollo della famiglia Getty girato a Roma quest’estate. “Un onore riceverlo in questa città d’arte – ha detto l’attore – il contributo di Marcello Mastroianni è enorme e sono onorato di seguire le sue orme”.

 

Video: Susanna Nicchiarelli: "Nico dopo Warhol e i Velvet nell'Europa divisa dal muro"

All’orizzonte c’è un po’ di Italia. Alla regista Susanna Nicchiarelli e al suo Nico 1988, sulla seconda parte della carriera della musicista, va il miglior film della sezione Orizzonti assegnata dalla giuria capitanata da Gianni Amelio. La regista romana lo ha definito “un film complicato italiano e internazionale. Per il cast, le musiche devo ringraziare chi lo ha reso possibile soprattutto Tryne Dyrholm perché se il film è così bello è merito suo”.

La giuria ha anche assegnato il premio per  la miglior sceneggiatura a Los versos del olvido di Alireza Khatami, il premio per il miglior attore a Navid Mohammaddzadeh per Bedoune Tarik, bedoune Emza, a cui è andato anche il premio per la migliore regia, mentre la migliore attrice è Lyna Khoudri per Les bienheureux. Premio speciale della giuria al documentario Caniba su una vera storia di antropofagia di Verena Paracel e Lucien Castaing-Taylor.

 

Video: Venezia 74, 'Jusqu'à la garde' opera prima del francese Xavier Legrand

Doppietta per un debuttante dalla parte delle donne. Leone del futuro e Leone d’argento per la miglior regia al francese Jusqu’à la garde dell’esordiente Xavier Legrand, storia di violenza familiare in forma di thriller teso e adrenalinico che sa essere intrattenimento e film di denuncia insieme. “Mi si chiede spesso perché un tema così duro per un primo film – ha detto emozionato il regista sul palco - ma non potevo aspettare un secondo per l’urgenza che avevo di trattare un tema come la violenza sulle donne”.

Il cinema sul cinema in Russia e in Polonia. Giuseppe Piccioni e i suoi 26 giovani giurati per Cinema Classici hanno premiato come miglior restauro Idi a smotri del regista russo Elem Klimov e come miglior documentario sul cinema assegnato a The prince and Dybbuk di Elwira Niewiera e Piotr Rosolowski sul cineasta polacco Michael Waszy?ski.

Premi virtuali. Per la prima volta quest’anno il festival aveva anche un concorso dedicato alla realtà virtuale, una scommessa che ha messo insieme esperienze molto diverse – dalla Gomorra di Scampia al mondo acquatico di Free Whale, dal viaggio sensoriale di Alice a quello emotivo Dear Angelica con la voce di Geena Davis. La giuria di John Landis, con Ricky Tognazzi e Celine Sciamma, ha premiato Arden’s Wake di Eugene YK Chung (miglior VR), una veterana della commistione tra arte e cinema come Laurie Anderson (insieme a Hsin-Chien Huang) che con la loro La camera insabbiata conduce lo spettatore in un mondo di parole e suoni (migliore esperienza VR) , Blodless della sudcoreana Gina Kim (come migliore storia).

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