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Dardust si racconta: nuovo album e tre brani per Sanremo: “La musica è contaminazione”. Video

Logo Rockol.it Rockol.it 14/01/2020 Rockol.it
Dardust © Provided by Rockol.it Dardust

Dardust è l’alterego di Dario Faini, autore e produttore che in questi anni è riuscito a riscrivere i confini della musica pop e urban. “È il mio viaggiatore interiore, quello che mi porta a innamorarmi di tante e diverse situazioni, è il motivo della mia molteplicità d’anima”, spiega. Venerdì 17 gennaio uscirà “S.A.D.: Storm and Drugs”, il suo nuovo album, composto da nove tracce. “Per la scelta del titolo mi sono ispirato al termine 'Sturm und Drang', corrente tedesca di fine Settecento che vedeva come protagonisti alcuni scrittori e pittori come Goethe e Caspar Friedrich – racconta l’artista – gioco con le parole: S.A.D. Storm and Drugs si apre con “Sublime”, brano che svela la mia anima dai più volti, capace di unire tanti e diversi immaginari. È stato il primo brano del progetto, nato a Londra nel gennaio del 2018, durante una tempesta di neve che non si vedeva da anni. È stata la scintilla iniziale di tutto questo viaggio e di questa tempesta che ho vissuto nella mia vita privata”.

Il pianoforte si mischia alla musica elettronica fondendo melodie e mondi sonori: zero feat o collaborazioni. Dentro c’è la vita e l’essenza di Dardust, che in questo disco si sarebbe potuto permettere il contributo di quasi chiunque in Italia, ma che ha preferito “farmi vedere per quello che sono”, dice. In veste di autore produttore ha collaborato con Annalisa, Emma, Fedez, Marco Mengoni, Luca Carboni, Fiorella Mannoia, Cristiano De André, Levante, Francesca Michielin, Tommaso Paradiso, Elisa, Elodie, Fabri Fibra, Ex-Otago, Rkomi, Jovanotti, Sfera Ebbasta e tanti altri, lavorando su canzoni e hit che hanno scalato le classifiche. Sua, in collaborazione con Charlie Charles, anche “Soldi” di Mahmood, che ha trionfato alla scorsa edizione del Festival di Sanremo. “Non avrebbe avuto senso chiamare gli artisti del mondo urban o pop con cui lavoro o ho lavorato, sarebbe stato ruffiano – sottolinea – questo album vuole raccontare chi sono: dentro c’è la mia vita, il soffrire per alcune perdite, il sentimento, lo struggimento, la resurrezione. Il tutto declinato attraverso musiche e scene musicali che mi hanno ispirato durante i miei viaggi. L’album, infatti, è l’ultimo tassello di una trilogia che attraversa l’asse geografico-musicale Berlino, Reykjavík ed Edimburgo. È un album strumentale, ma allo stesso tempo pieno di racconti”.

Faini, anche al prossimo Festival di Sanremo, sarà protagonista: la sua firma si trova su “Andromeda” (scritta insieme a Mahmood) ed “Eden”, canzoni che saranno presentate in gara rispettivamente da Elodie e dal rapper romano Rancore. E sul fronte delle produzioni ha curato il brano “Tsunami” degli Eugenio in Via Di Gioia. “Tre mondi diversissimi, legati da quella sensazione che ricerco sempre: lo stupore – sorride Dardust - amo, sia per i miei progetti che per quelli degli altri artisti, cercare di portare l’ascoltatore a una sensazione di sorpresa. Sono tre canzoni molto diverse, si va dal pop al rap, ma penso che piaceranno a un pubblico eterogeneo. Non ci sono formule magiche, il fine deve essere sempre quello di non essere mai scontati”. La domanda sorge spontanea: dove sta andando la musica di oggi? “Proprio dove sta volgendo la nostra società – conclude - verso un territorio di scambio e contaminazione. È un fluido multiforme che assorbe da tanti generi diversi. Basta vedere quanto sia cambiata la pelle della musica pop, sempre più influenzata dal mondo urban. I generi si stanno ridefinendo”.

(Claudio Cabona)

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