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Grido: 'Mai pentito di aver lasciato i Gemelli DiVersi'

Logo Rockol.it Rockol.it 02/12/2019 Rockol.it
Grido © Provided by Rockol.it Grido

Grido fa i conti con i suoi quarant'anni e con il suo passato. Nel suo nuovo album solista, appena arrivato nei negozi, Luca Aleotti (questo il vero nome del rapper, fratello di Alessandro - in arte J-Ax) si lascia andare ad una serie di riflessioni e di bilanci: lo ha intitolato "Diamanti e fango". Quasi citando De André, che in "Via del Campo" cantava: "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono fior". "Un omaggio involontario", spiega Grido, "a differenza di De André, io volevo dire che spesso le cose più preziose e pure nella vita si ottengono scavando in mezzo alle difficoltà. La vita è fatta anche di fasi difficili".

Il rapper, negli ultimi anni, ne ha attraversate diverse di crisi. E nelle tracce di questo disco lo racconta: "Dopo aver lasciato la band ho tirato le somme della mia vita, interrogandomi su come andare avanti e cosa fare. Molte cose avevano perso di senso". Si riferisce chiaramente ai Gemelli DiVersi, il gruppo fondato insieme a Thema, THG e Strano alla fine degli Anni '90, con i quali scalò le classifiche con hit come "Un attimo ancora" e "Mary". Nel 2009 la partecipazione al Festival di Sanremo con "Vivi per un miracolo", quando i rapper all'Ariston erano ancora outsider (prima di loro c'erano stati solo Caparezza, Piotta e Frankie Hi Nrg): "Abbiamo fatto il lavoro sporco, cercavamo spazio e volevamo far capire che questo genere musicale non era inferiore agli altri, ma che doveva essere messo sullo stesso piano degli altri", riflette, "è stato faticoso, ma una volta che abbiamo sfondato la porta è cambiato tutto: oggi anche il Festival di Sanremo ha finalmente capito che il rap non è un fenomeno marginale".

Dai Gemelli DiVersi si allontanò nel 2014, mettendosi in proprio: "Se mi sono mai pentito di quella scelta? Mai. Certo, ci sono stati momenti in cui mi sono chiesto se avevo preso la decisione giusta. La vita ti porta su strade che all'inizio non è facile comprendere, ma poi capisci che se le cose sono andate così forse un motivo c'era". Oggi in "Diamanti e fango" duetta anche con suo fratello Ax, in "Stelle cadenti": "Ogni tanto ci scorniamo, è naturale che sia così. Ma siamo legatissimi".

In "A testa alta", il pezzo che apre il disco, racconta che da ragazzino lo facevano sentire strano per il modo in cui vestiva: "Sembra strano detto adesso, ma all'epoca se ti piaceva il rap e avevi un modo di vestire non conforme a quello degli altri, eri giudicato come uno strano, uno sfigato". È un po' quello che ha raccontato anche Tiziano Ferro presentando il suo nuovo album, ricordando gli anni del liceo, quando passava le ore ad ascoltare musica hip hop mentre gli altri coetanei giocavano a calcio: "Ricordo bene quel periodo. Tiziano l'ho anche conosciuto, faceva il corista per i Sottotono. Questo sentimento è stato comune a tutti noi. Poi ognuno ha trasformato la propria diversità in un punto di forza. Credendo in me stesso e inseguendo le mie passioni, io ho imparato a non farmi mettere i piedi in testa".

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