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Quincy Jones arriva a Umbria Jazz: 'Quando produssi 'Thriller' ricevetti molte critiche. Invece ha venduto 130 milioni di copie'

Logo Rockol.it Rockol.it 11/07/2018 Rockol.it
Quincy Jones © Provided by Rockol.it Quincy Jones

"Il jazz è libertà, per me. Libertà di improvvisare, di scegliere dove andare. Ricevetti molte critiche quando produssi 'Thriller' di Michael Jackson. Ma volevo sentirmi libero di fare qualunque tipo di musica. Non lo facevo per avere successo". Così Quincy Jones si racconta ai giornalisti durante un incontro a Roma, per presentare il concerto che venerdì 13 luglio porterà sul palco di Umbria Jazz per celebrare i suoi 85 anni (li ha compiuti lo scorso marzo). Lo spettacolo sarà una vera e propria festa di compleanno del musicista statunitense, noto ai più per aver prodotto i tre album che tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 spedirono Michael Jackson in cima alle classifiche, "Off the wall", "Thriller" e "Bad" (ma la collaborazione con l'ex bimbo prodigio dei Jackson 5 rappresenta solo una parte della sua carriera).

Per l'occasione, Quincy Jones ripercorrerà la sua intera carriera, accompagnato da amici e colleghi come - tra gli altri - Patti Austin, Take 6, Dee Dee Bridgewater, Noa, Gil Dor e Ivan Lins. Ci sarà anche un ospite italiano, il trombettista jazz Paolo Fresu: "È un musicista fantastico. Quando si parla di jazz non ci sono problemi", dice Jones. Si tratta di un ritorno nel nostro paese a distanza di quattordici anni da "We are the future", l'evento da lui promosso e ospitato nel 2004 a Roma per aiutare i bambini nelle zone di guerra: "Ricordo spesso quell'esperienza con grandissima gioia. Parteciparono anche artisti italiani come Carmen Consoli e Zucchero". E come dimenticare quella volta che, insieme a Bono Vox e Bob Geldof, andò a fare visita a Papa Wojtyla a Castel Gandolfo? "Furono Bono e Bob a organizzare quella visita. Bono voleva chiedere al Papa di far cancellare il debito dei paesi in via di sviluppo. Il Papa indossava un paio di scarpette rosse. Commentai ad alta voce, rivolgendomi a Bono: 'Hey, il papa porta scarpette rosse da pappone'. Wojtyla mi sentì, ma ci rise sopra".

Nel corso della sua sessantennale carriera Quincy Jones ha esplorato stili e generi musicali diversi tra loro: dal pop al soul, dal funk al rhythm and blues. Oltre a produrre i tre album che consacrarono Michael Jackson come il Re del Pop, mise mano anche all'eponimo album di Donna Summer del 1982, quello di "Love is in control (Finger on the trigger)": "Era semplicemente fantastica", ricorda a proposito della regina della disco music. Tra le sue più recenti collaborazioni, invece, c'è un singolo insieme a Amy Winehouse ("It's my party", del 2010, un anno prima della scomparsa della cantante) e Zaz (ha prodotto tre canzoni del suo album "Paris", nel 2014).

La sua passione, però, resta sempre il jazz: "Ho vissuto tutte le fasi di cambiamento di questo genere. Ma al tempo stesso ho anche cercato di esplorare altri territori musicali. Con Ray Charles, da ragazzini, andavamo a suonare anche musica classica per cercare di guadagnare qualche soldo. Non ho mai fatto musica per avere successo, ma solo per provare emozioni. Certo, poi può arrivare anche il successo: 'Thriller' ha venduto 130 milioni di copie".

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