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Alessandro Gassmann, la depressione, il rapporto con la moglie e il lavoro

Logo Il Giornale Il Giornale 6 giorni fa Nicola De Angelis
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Fu il papà Vittorio Gassmann a spronarlo ad iniziare a recitare dopo che aveva iniziato a chiudersi in sé stesso all'età di 17 anni scoprendo di avere la depressione che lo assediava

"Amavo stare molto da solo e nella natura. Mi iscrissi anche ad agraria, poi mi capitò questo mestiere ma all"inizio non ci credevo molto", è l'attore a parlare ai microfoni di Domenica In durante un'intervista che Mara Venier gli ha fatto lo scorso week end. Un lungo racconto in cui il figlio del grande Vittorio lascia uscire tutti i suoi demoni, tutto ciò che lo assedia e che lo ha sempre assediato.

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Il suo esordio a teatro inizia appena 17enne con uno spettacolo teatrale che lo stesso Vittorio Gassmann aveva tanto voluto: "Di Padre in Figlio", spettacolo premonitore vista la carriera che successivamente Alessandro avrebbe avuto: David di Donatello, Ciak d'Oro e un Nastro d'Argento grazie alla sua performance nel film di Nanni Moretti Caos Calmo.

L'attore nasce a Roma nel 1965, la mamma è l'attrice Juliette Maynel che temendo un brutto futuro per il figlio spinge il compagno di vita Vittorio ad indirizzarlo verso la recitazione. Alessandro però è un bambino chiuso, che ama stare per i fatti suoi e quando viene "costretto" a salire sul palco è costretto a ricorrere ad alcuni farmaci che lo aiutino a performare:"Mio padre mi ha obbligato a fare l"attore. Ed è stato quasi costretto da sua madre a farlo". Dopo le molteplici critiche ricevute, soprattutto le più brutte che lo tacciavano come "raccomandato" e decide quindi di impegnarsi e cominciare a studiare seriamente recitazione.

"Continuo a essere spaventato; più che al cinema al teatro, faccio ancora fatica a entrare in scena, ma ho trovato la soluzione nel fare la regia", ancora oggi l'attore ha problemi a salire su un palcoscenico di teatro mentre è abbastana tranquillo nell'affrontare la macchina da presa:"È importante parlare della depressione".

La spalla della sua vita, nonché bastone che lo aiuta nelle "passeggiate" più lunghe è la moglie Sabrina Knaflitz la quale lo ha sempre supportato in tutto e Gassmann scherza dicendo che la donna più che un supporto "Mi ha sopportato". I due si sono sposati nel 1998 dopo cinque anni di fidanzamento:"Eravamo con 18 persone in Toscana. C"era anche mio padre, che sarebbe morto 2 anni dopo. Lei era già incinta, fu un matrimonio riparatore". Poi parla dei quattro fratelli, dicendo che sono quattro e tutti di mamme differenti e che ad oggi non ci sono rapporti tra di loro.

Poche ore fa sono state riportate dal nostro quotidiano le sue dichiarazioni su Salvini:"Politico abile, ma oltre al consenso deve far qualcosa".

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