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Biagio Antonacci: «Sono cresciuto nel “Bronx"»

Logo Cover MediaCover Media 11/07/2018 covermg.com

La strada verso il successo di Biagio Antonacci è stata difficile.

Cresciuto a Rozzano in una famiglia ai limiti della povertà, il cantautore ha vissuto anni di privazioni e bullismo, conditi da estrema intolleranza.

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«Papà era povero, arrivò da emigrante a Milano e dormiva nei palazzi in costruzione. La parola povertà la conosco perché siamo stati spesso sul suo ciglio. Ci chiamavano terroni e questa cosa ci ha scatenato dentro un senso di rivalsa. Sono cresciuto nel "Bronx", tra scorribande e risse», ha dichiarato Biagio Antonacci a Vanity Fair.

Biagio Antonacci wearing a suit and tie © Provided by Cover Media Ltd

Anche se è stata dura, ogni schiaffo in faccia ricevuto ha portato Biagio ad avvicinarsi sempre più alla musica, industria che lo ha accolto con altrettante spine: «Alberto Salerno, il marito di Mara Maionchi e scopritore di Eros Ramazzotti, ascoltò i miei primi pezzi e mi disse: "Fanno schifo". Ma io ho sempre pensato che i pazzi fossero loro e che in realtà avevo talento. Ma riconosco di non aver mai mollato nonostante le tante porte in faccia. I primi soldi mi parvero un errore perché la fortuna, ai poveri, sembra sempre uno sbaglio».

Oggi il 55enne è uno dei cantautori più apprezzati del panorama italiano e reduce dal gettonassimo tour «Dediche e manie».

«Sogno di restituire la fortuna che ho avuto. L’affetto del pubblico? Ci sono quelli che mi amano, quelli a cui sto sul ca*zo e ci sono gli agnostici. Mi sta bene così».

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