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Parte l'"X Factor" fluido e contaminato. Tersigni: "Da conduttore porterò energia"

Logo Il Giornale Il Giornale 3 giorni fa Ferruccio Gattuso
© Fornito da Il Giornale

Lo spartito cambia (in parte), la chiave resta la stessa: raccontare la contemporaneità, anzi talvolta anticiparla. Per dire, X Factor nel Regno Unito (dove tutto nacque) chiude i battenti dopo diciassette anni perché «vecchio», mentre X Factor Italia aumenta i battiti, e vorrà pure dir qualcosa.

Le novità sono belle che servite da tempo: il giovane e aitante Ludovico Tersigni (attore in film come L'estate addosso di Muccino e in serie tv come Summertime, atteso nelle sale con La scuola cattolica di Stefano Mordini) in conduzione al posto di Alessandro Cattelan e l'annullamento delle categorie tra i concorrenti. «Non si deve etichettare la musica» dicono i creatori dello scintillante talent show, in onda da domani in prima serata su Sky e Now Tv, con la prima puntata in simul cast su Tv8. Tutti d'accordo, ma poi c'è il furbetto accostamento tra fluidità di musica e di genere e dunque quel «non vogliamo etichettare la vita» o «tutti siamo tutto» risulta molto più sindacabile. Ma tant'è. La musica riparte, questa volta sul palco di Cinecittà a Roma per le sei puntate delle selezioni dove già, nelle anticipazioni servite alla stampa, spunta una nuova generazione di aspiranti artisti: «Vivono di contaminazione e si sono presentati più crudi, meno sintetici e dunque più interessanti», dice il giudice Mika.


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E a proposito dei giudici, sono sempre loro: Mika, Manuel Agnelli, Emma e Hell Raton. I riflettori sono dunque per lui, Ludovico Tersigni che, candido, ammette: «Alessandro Cattelan? No, non l'ho sentito e dunque non ho ricevuto consigli, ma se prima o poi succederà ne sarò ben felice. Guardavo X Factor da bambino insieme a mia mamma. La sua scelta di misurarsi altrove rende onore al suo essere artista che cerca nuovi stimoli, ma anche al fatto che lascia spazio ai giovani. Anzi, a un giovane: me. L'esordio come conduttore? Ecco, in italiano questa parola significa anche qualcosa capace di trasportare energia, come il rame. Io spero di essere così». Se l'è studiata, ma funziona.

Quando gli si chiede poi dei suoi gusti musicali, il bel Lodovico ti stende con un «amo la musica elettronica ma anche i tempi dispari e i batteristi che cercano di rompere il tempo», quindi per capirci il ragazzo non è digiuno di sette note, anzi. Le audizioni saranno senza pubblico «per scelta creativa» e non a causa della pandemia: semplicemente, senza distrazione del pubblico il clima è più intimo e autentico. La folla arriverà nelle fasi finali, i Live, in agenda dal 28 ottobre. Inutile dire che il nuovo faro per i concorrenti è quello dei Maneskin: dal secondo posto a X Factor al mondo mangiato a suon di rock: «Rileggono un genere del passato? Vero ribatte Manuel Agnelli ma tenete conto che il pubblico di oggi non siamo più noi, sono i giovani che non hanno mai sentito una band suonare davvero dal vivo».

Difatti, la sensazione è che questo X Factor abbia più rock e pop, e molto meno rap. Qualcosa sta cambiando, o felicemente ritornando in guisa nuova.

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