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«Non sognatelo, siatelo!»

Logo Lettera D Lettera D 16/06/2017 Paola Medori
«Non sognatelo, siatelo!» © Fornito da Lettera D «Non sognatelo, siatelo!»

«È un ruolo e un palco completamente diverso rispetto a quello dello spettacolo comico, ma che ho già sperimentato quando conducevo Protagoniste su Sky. Praticamente lo stesso identico programma, per la serie: #nuncesemoinventatiniente». Scherza ma non troppo Valeria Graci, quando parla con LetteraDonna diQuelle brave ragazze, la sua nuova avventura professionale su RaiUno. Un contenitore tutto al femminile, un talk show in perfetto stile anglosassone, «un format, come The View con Whoopi Goldberg, collaudato da anni in America», in onda per tutta l'estate. In diretta. Una bella sfida per l'ex comica del duo Katia & Valeria :«È la cosa che mi dà più ansia. A Zelig ero abituata a registrare, a ripetere le battute. Ora mi sto concentrando,appunto, sul bello della diretta. Ma è difficilissimo».

DOMANDA: Le altre 'brave ragazze' che conducono insieme a lei sono Veronica Maya, Arianna Ciampoli e Mariolina Simone. Ha già iniziato a imitarle? R: Per ora no, ma le prendo già abbondantemente in giro, fino a cinque minuti prima di iniziare. Sono una che va a punzecchiare, lo faccio sempre dietro le quinte. Ma qualcosa potrebbe succedere anche durante le puntate, magari degli scherzi. C'è tempo, visto che andremo in onda tutta questa estate.

D: A Zelig e Colorado ha portato le parodie di Federica Panicucci, Barbara D'Urso e Laura Pausini. Ci sono rimaste male? R: Barbara D'Urso di sicuro no, ed è stata l'unica che si è esposta. Si è divertita e adora quando la prendo in giro. La massacro sempre e a lei piace. E questo è l’atteggiamento vincente. Dalla Pausini e dalla Panicucci, invece, non ho mai ricevuto né critiche, né complimenti. Si dice che l’indifferenza sia la risposta più chiara e netta.

D: Allora non hanno gradito. R: Non so, ma ad essere sincera da Laura mi aspettavo un tweet, un cenno, avendola conosciuta anni fa sul palco di Zelig. È una compagnona, ma non mi ha mai detto assolutamente nulla. Forse non le sono piaciuta, e non si è divertita.

D: Almeno non l'ha diffidata come Michelle Bonev. Ma come sceglie i personaggi da imitare? R: È come quando ti innamori. Una persona ti piace perché ti ha fatto battere il cuore e trasmesso delle sensazioni. Quando prendo di mira un personaggio mi succede la stessa cosa: scatta un feeling. È un’infatuazione, non esiste un perché.

D: Conta anche la somiglianza fisica? R: Non uso mai protesi, non cambio mai il viso. Sono sempre io con un naso, una parrucca, non c’è un lavoro di trasformazione totale come invece fa Virginia Raffaele. La mia non è un'imitazione fedele ma una parodia. A volte è un bene, mentre altre volte è molto più difficile.

D: La satira, secondo lei, deve avere dei limiti? R: Non deve essere volgare. Quando interpreto un personaggio cerco di non dire cattiverie, né parolacce perché penso che si possa far ridere anche con un gesto, una battuta o un'espressione. Come quando mi spazzolavo i capelli facendo la Panicucci. Me lo sono inventato non sapendo, invece, che veramente Federica dietro le quinte si fa pettinare molto spesso. È molto attenta al look. Magari per questo si è offesa. Ma se non ci ridi sopra, allora vuol dire che quella cosa è vera e ti brucia.

D: Belen ha accusato Virginia Raffaele di essere volgare e offensiva. Cosa ne pensa? R: Virginia è una fuoriclasse e nei suoi confronti ho una sana invidia. Diciamo che in generale non bisognerebbe mai scadere, è non una critica diretta a Virginia, nel volgare, nel trash e nello scontato. Cosa difficile, visto che ci sono dei personaggi esattamente così. Dobbiamo andare in fondo, punzecchiare, ma sempre con attenzione, ricordandoci che alla fine stiamo pur sempre prendendo in giro una persona su un difetto, o su qualcosa che ha fatto.

D: Le donne sanno essere più divertenti e ironiche degli uomini. Perché allora ci sono più comici che comiche? R: In realtà ce ne sono tante, ma poche brave. Tra le migliori Barbara Foria, attrice, caratterista e monologhista napoletana. A Colorado interpretava Scianel di Gomorra e ora, a Selfie, ci prova con Stefano De Martino. E poi, vabbè, Luciana Littizzetto, un’istituzione con cui mi piacerebbe lavorare. Per non parlare di Katia Follesa con cui sono stata in coppia per 10 anni. Anche se la preferisco più come comica che come presentatrice.

D: Ha ricordato una parte fondamentale della sua carriera, che sta andando benissimo. Ma se potesse dire 'grazie' solo a una persona, chi sceglierebbe? R: Antonio Ricci. Lui mi ha cambiato la vita. Mi confronto spesso lui, che è come uno zio a cui chiedere consiglio, e per me ha sempre parole molto giuste e mirate. Striscia la Notizia è una famiglia, un gruppo di lavoro diverso e unico. Tornerò a settembre, ancora come mamma fedele della sindaca Raggi, sempre se non si dimette prima. È stato un personaggio vincente.

D: Tra una diretta e l'altra, sta per caso lavorando a qualche nuovo personaggio?R: Sì, è una donna e in comune abbiamo l’altezza. Ma sono ancora nella fase trucco, parrucco e scrittura. Non posso ancora dire niente: ve la presenterò dopo l'estate. È come un parto, ma dopo che è nato il personaggio va da solo!

D: Chiudiamo con una curiosità: è vero che è una grande fan del Rocky Horror Picture ShowR: Di più: ho proprio esordito al Rocky Horror Picture Show del cinema Mexico di Milano (dove il film viene proiettato con spettacolo dal vivo e interazione attiva del pubblico dal 1981, ndr), diretto da Antonio Sancassani. Avevo 17 anni e mia madre era preoccupatissima perché la sera uscivo di casa vestita e truccata da 'prostituta', dato che al Mexico non avevamo i camerini. Il Rocky è stato e sarà sempre il mio grande amore. E dentro c'è anche il motto di tutta la mia vita: «Non sognatelo, siatelo!».

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