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Chiara e la bellezza senza limiti: «Io, a Miss Italia senza una gamba»

Logo Leggo Leggo 12/07/2018 Sabrina Quartieri
Chiara Bordi © Redazione Chiara Bordi

Ha suonato il campanello di Miss Italia in sneakers, shorts, top nero e una protesi alla gamba sinistra che tiene in piedi tutta la bellezza di un corpo ferito ma forte. Per Chiara Bordi, 17enne di Tarquinia, sul litorale nord del Lazio, le porte della 79esima edizione dello storico concorso si sono spalancate subito. A dire sì alla sua richiesta di partecipazione è stata Patrizia Mirigliani, la patron, acconsentendo alla giovane prossima ai 18 anni (il primo settembre), di gareggiare, nonostante l’amputazione.

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Con un metro e 75 di altezza, la vita stretta, la chioma scura e gli occhi neri e sorridenti, Chiara andrà alle selezioni regionali sui suoi «inseparabili tacchi che mai, dopo l’incidente, avrei pensato di indossare», racconta la giovane che mette le Pump grazie a una protesi modulabile realizzata.

Ripresa per i capelli dalla vita dopo un incidente in motorino il 6 luglio 2013, costato un lungo ricovero al Gemelli a Roma e tre interventi per amputare la gamba fino a sotto il ginocchio, Chiara con il tempo è tornata alla normalità e nel tempo libero fa windsurf, si arrampica su muri di roccia, si dedica al sub e sfreccia con i rollerblade. Ed è tutto questo che vuole condividere dal palco di Miss Italia: «Il mio obiettivo principale è dare il messaggio ai giovani di difendere la vita, concedendole sempre un’opportunità».

Nata a Tarquinia, dove vive con i genitori Sebastiano ed Emanuela, l’amatissima sorella Francesca, il suo micio nero “Sfigatto” e il cane bianco Lucky, la brava studentessa di liceo classico durante l’estate si mantiene lavorando dietro il bancone di un bar. Insieme a Lorenzo Costantini, un giovane 26enne senza un arto inferiore per un incidente sul lavoro, l’aspirante miss racconta il loro coraggio agli studenti nelle scuole, grazie al progetto “SuperAbile” del consigliere di Bassano Romano Alfredo Boldorini.

«Questa ragazza è il simbolo della speranza e della rinascita - afferma la patron Mirigliani, che ha sempre permesso all’estetica di essere contaminata - La nostra è una bellezza senza confini. La disabilità in questo caso è sinonimo di una femminilità ferita, ma riscattata dalla nostra Chiara. Benvenuta a Miss Italia», conclude la Mirigliani.

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