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Moda sostenibile in costante crescita: Greta Thunberg e il suo sciopero per il clima hanno un alleato

Logo D La Repubblica D La Repubblica 15/03/2019 di Federico Biserni
© Fornito da La Repubblica

Il 15 marzo gli studenti di 1325 città in 98 paesi del mondo scendono in piazza per lo sciopero scolastico per il clima trascinati da Greta Thunberg, l’attivista svedese sedicenne che sta inchiodando la classe politica alle proprie responsabilità per quanto riguarda i cambiamenti climatici e la salvaguardia dell’ambiente. Una battaglia globale che riguarda da vicino anche il settore della moda visto che è considerato il secondo più inquinante dopo quello oil&gas.

Quanto inquina la moda: se vestirsi è un problema ambientale

Da qualche anno a questa parte però, fortunatamente, qualcosa sta cambiando: sempre più brand si stanno muovendo attivamente per ridurre l’impatto ambientale della propria filiera di produzione attraverso l’utilizzo di materiali eco sostenibili, garantendo maggior trasparenza durante i vari passaggi della supply chain, promuovendo programmi di formazione per i designer di domani.

Un impegno spinto e guidato dal basso, ovvero dalla richiesta di una moda più verde da parte dei clienti, soprattutto dei più giovani, gli stessi che hanno deciso di scioperare in tutto il mondo per il clima. Il fatto che si tratti di un argomento sempre più caldo trova conferma nell’ultimo report pubblicato dalla piattaforma globale di ricerche di moda Lyst: un’analisi dei dati provenienti da oltre 100 milioni di ricerche operate sulla piattaforma e riguardanti più di 5 milioni di prodotti ha generato risultati chiari e incoraggianti che parlano di un crescente interesse per la moda sostenibile. Non una tendenza passeggera dunque, ma un'attenzione duratura e che sembra essere solamente all’inizio della sua curva di crescita. Sneakers Stella McCartney x Stan Smith . Le ricerche per le scarpe nate dalla collaborazione tra Stella McCartney e Adidas sono aumentate del 21% negli ultimi sei mesi © NON+CLASSIFICATA Sneakers Stella McCartney x Stan Smith . Le ricerche per le scarpe nate dalla collaborazione tra Stella McCartney e Adidas sono aumentate del 21% negli ultimi sei mesi

Qualche esempio? Dall’inizio del 2018 a oggi Lyst parla di un aumento del 66% delle ricerche relative alla moda sostenibile che includono termini come “brand etici” o “econyl”, il nylon rigenerato creato recuperandolo dai rifiuti.

Gucci è il brand più amato al mondo. Il report di Lyst sui marchi e prodotti di moda più desiderati incorona l'ItaliaO ancora: le ricerche su abiti in cotone biologico crescono mediamente del 16% ogni anno, mentre le pagine viste relative al denim sostenibile sono aumentate del 187%, così come le ricerche sulla pelle vegana, cresciute del 119%. Numeri importanti che hanno portato il management di Lyst a fare una previsione: entro il 2020 il 10% degli acquisti sulla piattaforma sarà fatto tenendo conto della sostenibilità del prodotto selezionato.

Quella in atto è una piccola grande rivoluzione per la moda, che necessita di tempo, ovviamente, ma alla quale difficilmente ci si potrà opporre. Lo sanno bene anche i brand che piano piano si stanno adeguando alla richiesta di trasparenza e sostenibilità assecondando il volere dei consumatori con scelte a tratti radicali. Come ad esempio la rinuncia all’utilizzo di pelliccia o pelli esotiche da parte di tantissime maison di lusso come Versace, Gucci, Armani e Chanel (oltre a quelle da sempre più attente al tema ambientale come Stella McCartney o Vivienne Westwood).

Chanel dice addio alle pelli esotiche: nelle prossime collezioni niente più coccodrillo, serpente e lucertolaO come l’adesione alla carta della Nazioni Unite per la moda sostenibile da parte di brand come Adidas, Burberry o il gruppo Kering, che prevede la realizzazione di un certo numero di obiettivi tra i quali la riduzione delle emissioni di gas serra del 30% entro il 2030.

E se ogni rivoluzione ha un volto che la rappresenta, quella della moda sostenibile può contare su quelli di vari personaggi famosi che hanno sposato la causa. Come Meghan Markle, Emma Watson o Pharrell Williams che, sempre secondo Lyst sono tra le otto icone della sostenibilità insieme a Richard Quinn, Livia Firth, Stella McCartney, Rosario Dawson, Carry Somers e Orsola de Castro di Fashion Revolution.

Meghan Markle, qui con il marito il principe Harry, ha più volte © NON+CLASSIFICATA Meghan Markle, qui con il marito il principe Harry, ha più volte

Sembra dunque che Greta Thunberg e tutti i ragazzi che marciano con lei per salvare il pianeta possano trovare un alleato prezioso nell'industria della moda, settore in grado di aprire importanti varchi economici e mediatici per un futuro più verde.

Scegli tu!
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