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La storia incredibile di Jean Paul Gaultier passa anche dalle incredibili donne che ha vestito

Logo di Elle Autore: Di Monica Monnis Da: Elle | Diapositiva 1 di 17: Finalmente il concetto di diversity sta iniziando a prendere piede nel mondo della moda, forse per convenienza (perché “imposto” dalle nuove generazioni che non ammettono sconti), forse per un ravvedimento improvviso o una conversione sulla via di Damasco (che profuma di business). Sta di fatto che lo Spirito dei Tempi ci sta portando, seppur in slow motion, ad abbracciare concetti importanti come parità, accettazione e uguaglianza, anche e soprattutto in passerella. Sentiment e ideali che invece sono sempre stati molto cari a Jean Paul Gaultier - confermati e ricelebrati suo ultimo show nella settimana dell'Haute Couture di Parigi - ancora quando la diversità non era così di moda, l'orgoglio arcobaleno faceva arricciare ancora parecchi nasi e i defilé erano un'ode alla bellezza stereotipata. A testimonianza della sua avantgarde, tutte le muse/testimonial/ambassador/amiche scelte da JPG nel corso della sua carriera (qui sotto una carrellata). Bellissime nella loro anticonvenzionalità, combattive nelle loro battaglie, speciali nel loro impegno sociale.  E se Il reggiseno-corsetto con coppa a forma di cono nato per celebrare una femminilità esagerata e irriverente  che Madonna ha indossato nel Blonde Ambition Tour del 1990 (e riportato in scena nell'ultimo MDNA Tour) è diventato un pezzo icona della storia della moda, impossibile non pensare al vestito indossato da Marion Cotillard agli Oscar 2008 per ritirare la prestigiosa statuetta. Anche Rihanna e Katy Perry tra le BFF de l'enfant terrible de la mode, proprio come Arielle Dombasle, Amanda Lear, Rossy de Palma, Mylène Farmer, Iris Mittenaere, Catherine Deneuve e ancora le "scandalose" Dita Von Teese, Conchita Wurst e Beth Ditto. Tantissimi gli amici che lo hanno voluto celebrare nel suo ultimo show Haute Couture di scena al Théâtre du Châtelet di Parigi: Boy George, Irina Shayk (testimonial del profumo Scandal à Paris), Coco Rocha, Erin O’Connor ma anche Paris Jackson, Jasmin Le Bon e l’attrice Farida Khelfa. Friendship never ends, cantava qualcuno, è questo per Jean Paul è solo un au revoir.

Finalmente il concetto di diversity sta iniziando a prendere piede nel mondo della moda, forse per convenienza (perché “imposto” dalle nuove generazioni che non ammettono sconti), forse per un ravvedimento improvviso o una conversione sulla via di Damasco (che profuma di business). Sta di fatto che lo Spirito dei Tempi ci sta portando, seppur in slow motion, ad abbracciare concetti importanti come parità, accettazione e uguaglianza, anche e soprattutto in passerella. Sentiment e ideali che invece sono sempre stati molto cari a Jean Paul Gaultier - confermati e ricelebrati suo ultimo show nella settimana dell'Haute Couture di Parigi - ancora quando la diversità non era così di moda, l'orgoglio arcobaleno faceva arricciare ancora parecchi nasi e i defilé erano un'ode alla bellezza stereotipata. A testimonianza della sua avantgarde, tutte le muse/testimonial/ambassador/amiche scelte da JPG nel corso della sua carriera (qui sotto una carrellata). Bellissime nella loro anticonvenzionalità, combattive nelle loro battaglie, speciali nel loro impegno sociale.

E se Il reggiseno-corsetto con coppa a forma di cono nato per celebrare una femminilità esagerata e irriverente che Madonna ha indossato nel Blonde Ambition Tour del 1990 (e riportato in scena nell'ultimo MDNA Tour) è diventato un pezzo icona della storia della moda, impossibile non pensare al vestito indossato da Marion Cotillard agli Oscar 2008 per ritirare la prestigiosa statuetta. Anche Rihanna e Katy Perry tra le BFF de l'enfant terrible de la mode, proprio come Arielle Dombasle, Amanda Lear, Rossy de Palma, Mylène Farmer, Iris Mittenaere, Catherine Deneuve e ancora le "scandalose" Dita Von Teese, Conchita Wurst e Beth Ditto. Tantissimi gli amici che lo hanno voluto celebrare nel suo ultimo show Haute Couture di scena al Théâtre du Châtelet di Parigi: Boy George, Irina Shayk (testimonial del profumo Scandal à Paris), Coco Rocha, Erin O’Connor ma anche Paris Jackson, Jasmin Le Bon e l’attrice Farida Khelfa. Friendship never ends, cantava qualcuno, è questo per Jean Paul è solo un au revoir.

© Bertrand Rindoff Petroff - Getty Images

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