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Simon & the Stars, l'astrologo più famoso del web, si racconta in esclusiva per Elle

Logo Elle Elle 24/11/2019 di Federica Furino
Lavorava in uno studio legale, all'astrologia è arrivato perché era in cerca di risposte. Poi, scrutando il cielo, ha scoperto che c'è una spiegazione per tutto. E non ha più smesso © Claudio Porcarelli/Photomovie Lavorava in uno studio legale, all'astrologia è arrivato perché era in cerca di risposte. Poi, scrutando il cielo, ha scoperto che c'è una spiegazione per tutto. E non ha più smesso

Le coordinate del suo cielo le dichiara in partenza. «Sono Acquario, ascendente Leone. Marte in Ariete in nona casa che dice che sono molto impulsivo e facilmente irritabile». In realtà Simone Morandi – avvocato romano che si nasconde (poco, va detto) dietro lo pseudonimo di Simon & the Stars, star (lui, sì) del web (la sua pagina Facebook ha oltre 260.000 follower) oltre che astrologo di Elle e autore di quattro libri (l’ultimo, L’oroscopo del 2020 è appena uscito per Mondadori) – segni di cedimento non ne dà mai. Nemmeno quando l’intervistatrice fa domande chiaramente interessate a sondare il proprio futuro. Ci è abituato, dice ridacchiando. E infatti il suo successo, spiegherà, nasce se non dalla pazienza, di certo dalla voglia di abbattere la distanza tra il cielo e i terrestri in cerca di conforto.

Dopotutto lui, all’astrologia, ci è arrivato in cerca di risposte: a 39 anni e per puro caso. O per destino, a seconda delle interpretazioni. «Facevo l’avvocato e il produttore cinematografico. Avevo cambiato pelle molte volte: probabilmente era arrivato il mio tempo. Una sera vado a una cena di compleanno e mi trovo vicino a Luisa De Giuli, che faceva l’oroscopo del Tg5, e scopro che l’astrologia è qualcosa che si può studiare, che l’astrologo non è uno che guarda il cielo con un bicchiere di vino in mano». Il giorno dopo compra il primo libro. «Ho cominciato da solo e sono andato nel panico scoprendo che tutto tornava. Ho cominciato a divorare libri cercando risposte su me stesso e col tempo mi sono accorto che dovevo dare un ordine a quelle informazioni. Ho trovato una scuola, a Londra, che si chiama Faculty of astrological studies, e ho iniziato a seguire corsi online e poi la summer school a Oxford, in un posto dove sembrava di stare a Hogwarts. A un certo punto, il mio migliore amico, Claudio Roe (coautore del suo libro, ndr), mi ha detto: «Ma perché non dai un senso a tutto il tempo che dedichi a questa cosa?». Gli ho risposto, anche un po’ sbeffeggiandolo: «E che, mi metto a fare gli oroscopi?».

E poi come andò?

Mi ha battezzato Simon and the Stars e mi ha ospitato sul suo sito. Dopo tre settimane, avevo così tanti contatti che ho aperto una pagina mia. È stato dirompente.

Secondo lei perché?

In quel periodo l’oroscopo aveva la stessa profondità emotiva delle previsioni del tempo. Le stelline: tu più sfigato, tu meno. Anche i grandissimi come Branko o Paolo Fox non sono mai usciti dal loro ruolo istituzionale. Io invece sulla mia pagina ho inventato un modo diverso di fare astrologia, assieme al pubblico. La differenza, secondo me, l’ha fatta metterci dentro la mia umanità.

Ha 270.000 follower.

Per questo nuovo libro ho fatto fare due puzzle da mille pezzi con la copertina. Uno l’ho tenuto per me, l’altro me lo porto dietro a tutte le presentazioni e ne regalo un pezzo a tutti i presenti. È per dire: una parte di questa cosa è tua.

Ma lei che cosa ha visto nell’astrologia, per finire così?

È come se avessi trovato l’alfabeto giusto per raccontare qualcosa che già avevo dentro.

Che cosa?

Il senso del tempo, qualcosa che sentivo fin da piccolo. L’oroscopo è un orologio che indica il giusto tempo delle cose e i pianeti sono le lancette che richiamano la nostra attenzione sulla fase che stiamo vivendo. Per dire: io divido l’anno in 12 tappe, che corrispondono ai 12 segni, da compleanno a compleanno. Ogni anno queste tappe hanno caratteristiche simili. Pensi alla sua vita e mi darà ragione.

Che cosa cercano davvero le persone nei suoi oroscopi?

Un conforto. Una carezza. E li cercano non solo nel mio oroscopo, ma proprio da me. Ci sono persone che mi scrivono: “Dimmi che andrà meglio”, e non mi indicano nemmeno il segno. Io rispondo solo sul sito, e, fuori, solo agli amici. Non ho mai pensato di fare dell’astrologia un rapporto uno a uno, forse perché quel tipo di relazione, di consiglio diretto con i miei clienti, ce l’ho già facendo l’avvocato.

Dica la verità: l’astrologia la condiziona?

Il rischio di finire a pensare che le cose abbiano sempre un perché è reale. In questo senso ti deforma un po’ la testa.

È questo che c’è scritto nel cielo, che c’è una spiegazione per tutto?

Sì: che c’è un ordine nelle cose e che i peggiori nemici di noi stessi siamo proprio noi.

Siamo liberi o è già tutto scritto?

Il libero arbitrio ce l’abbiamo sempre, ma siamo un po’ come la ghianda di Hillman (la teoria secondo cui tutti abbiamo un talento innato, un destino a cui siamo chiamati e si manifesta più liberamente nell’infanzia, ndr): c’è una versione migliore di noi stessi che rappresenta il nostro destino. Se la assecondiamo, andiamo nella direzione migliore. Quando ci mettiamo di traverso, anche se riusciamo nei nostri intenti, difficilmente raggiungiamo la felicità.

Come se ne esce?

Imparando a desiderare le cose giuste, distinguendole dai capricci o dalle espressioni dell’ego. Certo che capire quali siano le cose giuste per te è difficilissimo, ma se fossimo allineati non lo sarebbe.

 L’oroscopo 2020 (Mondadori). © Courtesy photo L’oroscopo 2020 (Mondadori).

Che cosa c’è di vero nell’oroscopo che si legge sui giornali?

In quel genere di oroscopo puoi prendere in considerazione solo il segno di nascita, che è piccolo ma significativo. Più il periodo preso in considerazione è lungo, più è calzante. L’oroscopo annuale è quello in cui è più facile riconoscersi perché riesci a dire da dove vieni e dove stai andando.

Come sarà il 2020?

C’è una congiunzione Giove-Saturno abbastanza rara che parla della fine di un ciclo e dell’inizio di un ciclo nuovo. È un fenomeno che ritorna per 12 volte nello stesso elemento. Negli ultimi 240 anni è stata nei segni di terra (Toro, Vergine, Capricorno, ndr): è iniziata nel pieno della rivoluzione francese. Quest’anno passa definitivamente nei segni d’aria: il 21 dicembre, come la data dei Maya, si congiungono in Acquario.

Che significa?

L’aria è di tutti e circola fregandosene dei confini tracciati sulla carta. Dopo 240 anni di statalismo iniziamo un ciclo che ci porterà verso la globalizzazione, l’unificazione e il superamento dei confini: dalla conquista dello spazio a un nuovo modo di vedere l’ambiente che è di tutti.

E per noi comuni mortali?

È per tutti la fine, il compimento di un percorso. Un anno che somiglia un po’ a una “laurea”, la fase culminante di un percorso di studi, dove mettere in campo tutto ciò che è stato appreso negli anni precedenti. Nel cielo di Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno si gioca una battaglia per l’indipendenza iniziata in molti casi nel 2008. Toro, Leone, Scorpione e Acquario solitamente faticano ad adattarsi al cambiamento. Dal 2012-2015 Saturno ha iniziato a scuotere le loro fondamenta dando vita a un processo di rinnovamento che nel 2020 può prendere una direzione definitiva. Per Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci si completa invece un percorso di ridefinizione della loro immagine iniziato nel 2015.

Lei di solito racconta ogni segno partendo da un film. Che titolo ha il cielo dell’anno?

A star is born: la chiave per interpretarlo è tutta nell’espressione di Lady Gaga quando si copre gli occhi, dopo aver cantato Shallow davanti alla platea di uno stadio. E in quell’applauso, che tutti dobbiamo imparare a prenderci.

Scegli tu!
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