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Aiuto, i ragazzi non vogliono piu' venire in viaggio con noi

Logo D La Repubblica D La Repubblica 12/08/2018 di Brunella Gasperini, psicologa
(note) Little girl at vacations © Fornito da Fornito da La Repubblica (note) Little girl at vacations

Se durante l’infanzia è il caso di riflettere sull’importanza di stare bene insieme e di investire nella relazione più che sui possibili distacchi, quando si ha a che fare con ragazzi adolescenti questi aspetti vanno ricalibrati. Arriva il momento in cui la separazione è necessaria e sana. Ci si deve dividere, andare per la propria strada, trovare il modo di fare da sé. Anche il genitore deve crescere in questo senso, e prepararsi a staccarsi dal figlio: stimolarlo ad andare in vacanza da solo ma soprattutto lasciarlo andare nella vita, permettergli di essere ciò che è, mettendo in secondo piano le aspettative che ha su di lui. E accettare quel senso di abbandono e di vuoto che rimane dopo la partenza.

Tuo figlio è abbastanza grande per le vacanze da solo?

Il sogno di tenerlo al riparo da ogni pericolo, di proteggerlo e tenerselo vicino per sempre, non può reggere. Si deve prendere consapevolezza, non senza soffrire, di non essere più l’unico punto di riferimento per il figlio, e che i nostri valori, i nostri stili, le nostre opinioni di genitore non sono i suoi, e che sarà lui a scegliere quale forma dare alla propria vita. Occorre rivedere il nostro controllo e il nostro potere sui figli, mettere a fuoco di essere meno utili e meno importanti di come eravamo e di come vorremmo essere. È molto difficile. Ma necessario. Arriva prima o poi il momento in cui l'adolescente non vuole più partire in vacanza con i genitori, esprime il desiderio di viaggiare con gli amici o di rimanere a casa da solo. È una mossa che segna il percorso di un processo di distacco. A volte il bisogno di indipendenza può sembrare molto forte e accendersi in litigi familiari, oppure ingolfarsi in meccanismi familiari che tendono a far rimanere tutti fermi, a non far partire nessuno. Non è detto comunque che il ragazzo che non parte da solo non si stia già in qualche modo muovendo alla ricerca della propria autonomia. Le situazioni possono essere le più svariate e complesse.

Eppure, a un certo momento, la distanza emotiva, più di quella fisica, è vitale. Se non avviene, a pagarne le conseguenze sarà per primo il ragazzo che resterà intrappolato in legami vincolanti che non permettono di emanciparsi, trovarsi, definire se stesso. È come essere tenuti al guinzaglio, l’esplorazione permessa è limitata e sempre sotto il controllo dell’adulto. Ma anche i genitori ne saranno danneggiati. Le difficoltà di separarsi possono riguardare figli incastrati ma anche genitori con figli troppo “attaccati” come si racconta in modo ironico nella commedia francese del 2001 Tanguy: l’amore assoluto dei genitori per il figlio unico è ribaltato ed esasperato attraverso un figlio che si trova benissimo in famiglia e due genitori che invece non lo sopportano più e tentano di spronarlo ad andarsene di casa. Stare addosso al figlio, lasciandogli sì la possibilità di fare esperienze da solo ma solo dopo mille consigli e raccomandazioni come “ti dico io come fare”, “stai attento a questo…” o “faccio io per te” è frustrante per il ragazzo. Gli stiamo dicendo che non è in grado di fare da solo, che ha bisogno di noi. Che sostanzialmente è ancora un bambino.Il prezzo dell'indipendenza

Perfino troppa comprensione può risultare schiacciante. Spesso l’idea di conoscere bene il proprio figlio, di sapere che pensa e cosa prova, diventa un’intrusione e una minaccia. È faticoso accettarlo, ma il genitore deve mettere a fuoco che con la crescita il figlio diventa una persona diversa, separata, che si sta allontanando. Il ruolo dei genitori in queste età di passaggio è esserci comunque, far sentire di essere presenti, offrire continuità, ma spronarlo al mondo. Mantenendo un buono scambio comunicativo, anche potrà evolvere in scontri e provocazioni. Del resto, se gli abbiamo dedicato molto della nostra vita il risultato non è mai sotto controllo. Perché ciò che gli può capitare se parte in vacanza da solo, e comunque nella vita “da grande”, dipende in larga parte da ciò che incontra, da ciò che ha in testa, dalle sue predisposizioni. E dalla qualità del legame con la madre e il padre. Se la relazione genitori-figlio è buona, la separazione e il distacco non potrà non essere sereno.

Scegli tu!
Scegli tu!

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