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Dimmi chi sei e ti dirò come vestirti

Logo D La Repubblica D La Repubblica 20/03/2019 di Eleonora Giovinazzo
© Fornito da La Repubblica

Quanto della nostra identità viene mostrato da quello che indossiamo quotidianamente? L’abbigliamento e la cura del corpo svelano emozioni, sentimenti e desideri. È proprio questo linguaggio, parlato dal corpo, che la psicologia della moda si occupa di decodificare. La disciplina considera l’abbigliamento come uno dei linguaggi che collegano corpo e psiche e si occupa del legame tra interno ed esterno, tra psiche e società, tra individuo e gruppo. “L’obiettivo è svelare il linguaggio inconscio che si esprime attraverso la moda, considerando abiti e accessori come un transfert che attualizza sentimenti, emozioni, cognizioni”, spiega Paola Pizza, psicologa della moda autrice dei volumi “Psicologia sociale della moda. Abbigliamento e identità” (QuiEdit, 2010) e “Abiti e tacchi. Il potere della moda” (QuiEdit, 2016). “Possiamo dire che gli abiti danno una forma all’inconscio e costituiscono un linguaggio che lo fa parlare”, prosegue l’esperta.

In base a queste riflessioni, quanto la moda partecipa all’auto-costruzione del nostro sé e quali saranno le scelte che faremo in fatto di abbigliamento in base alla nostra identità?

Insieme a Paola Pizza prendiamo in esame il profilo psicologico di una persona PIGRA, il suo rapporto con la moda e il suo ipotetico stile d’acquisto.

Quali sono le caratteristiche principali di questo "tipo"?

“Si tratta di una persona poco dinamica e poco attiva, è dotata di scarsa energia, o meglio, preferisce risparmiarla per altri momenti - specifica la psicologa - È più attratta da quel poco che si può raggiungere subito, che da ciò che deriva dall’impegno in compiti che richiedono autodisciplina e sforzi diligenti. Cerca continuità e stabilità e detesta le situazioni poco chiare e rischiose e l’eccesso di stimoli. Non sa gestire le emozioni e le paure: spesso usa la pigrizia come fuga dalla realtà”.

levi's © NON+CLASSIFICATA levi's

Qual è il suo rapporto con la moda?

“È un soggetto che non ama raccontarsi con la moda. Non è felice del suo rapporto con la moda ma non fa niente per cambiare stile e lascia che il suo look vada placidamente alla deriva - afferma Paola Pizza - Per evitare i conflitti che derivano dalla scelta di un capo o di uno stile, che la porterebbero a farsi domande come “Mi sta meglio questo o quello?”, tende ad avere una divisa basica e a indossarla in ogni occasione. Non vuole sprecare energie per cercare nuovi abbinamenti o sperimentare nuovi colori. Se qualcuno cerca di stimolarla con nuove idee, si difende affermando di non tenere all’immagine o di sentirsi a suo agio con gli abiti che indossa, perché pratici. Sceglie anche il taglio di capelli in funzione della durata, in modo che non richieda molte visite dal parrucchiere. Il suo armadio è spesso monocolore, o al massimo bicolore, ed è composto da capi basici. Non ama gli accessori. La sua pigrizia nel rapporto con la moda cela la paura del fallimento. Per timore di non avere successo e approvazione scegliendo un look che la valorizzi, nega l’importanza della moda, tenendo l’asticella delle aspettative sempre verso il basso. Talvolta la sua modalità di rapporto con la moda è passivo-aggressiva e cela rabbia e insoddisfazione”.

Qual è dunque il suo stile d’acquisto?

“Il suo scarso attivismo la porta a non amare particolarmente lo shopping e la ricerca del capo giusto per timore di iniziare qualcosa che potrebbe non andare a buon fine. Preferisce dunque utilizzare scuse come “Tanto non trovo mai niente di adatto a me”. Tende a frequentare sempre gli stessi negozi e a comprare capi che sostituiscono i vecchi, senza molte innovazioni - conclude l’esperta - Detesta inoltre la sovra-stimolazione che deriva dall’eccesso di scelta e non prova piacere dall’abbondanza di modelli, stili e colori”.

Prossimo appuntamento con i profili psicologici della moda: sabato 23 marzo.

Scegli tu!
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