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Che cos'è il fenomeno giapponese del solo wedding

Logo Lettera D Lettera D 5 giorni fa Luca Burini
In Giappone è sempre più diffuso il fenomeno del solo wedding: donne che si sposano da sole. © iStock In Giappone è sempre più diffuso il fenomeno del solo wedding: donne che si sposano da sole.

Abito bianco, velo, torta, amici e parenti. Non manca nulla. È un matrimonio a regola d'arte. Peccato che manchi il futuro marito. E no, lui non se l'è data a gambe a pochi minuti dal «Sì», non c'è mai stato. Così si possono riassumere quelli che in Giappone vengono definiti solo wedding, riti che non uniscono due persone, ma che diventano una sorta di dichiarazione pubblica d'amore di una donna nei confronti di se stessa. Un fenomeno in crescita negli ultimi anni nonostante le stigma che fino a poco tempo fa colpiva le giapponesi che rimanevano nubili dopo i 25 anni. «Torte natalizie», era l'insulto utilizzato per paragonarle ai pasticcini natalizi che dopo il 25 dicembre non possono essere venduti. Come spiega in un lungo reportage sul New York Times la giornalista Motoko Rich, oggi le cose stanno cambiando. Gli insulti iniziano ad essere sempre meno, mentre aumentano le donne che posticipano o rinunciano al matrimonio e di conseguenza al percorso che tradizionalmente conduce a una vita da casalinga. Perché anche se la percentuale di occupate è più alta che mai (lavora quasi il 70% delle donne tra i 15 e i 64 anni), le norme culturali non si sono evolute: chi è moglie e madre è solitamente destinata a farsi carico di tutte le faccende domestiche come la meticolosa compilazione di registri quotidiani richiesti dai centri diurni frequentati dai loro figli, la preparazione di piatti non proprio intuitivi, la supervisione e la firma dei compiti a casa e così via. Tutto questo chiaramente ostacola le loro carriere.

MEGLIO SOLE CHE SCHIAVE, I NUMERI

Per questo molte giapponesi dicono no all'anello al dito. Un fenomeno che però allarma i politici preoccupati per il calo della natalità (mai così basso dal 1989, anno in cui il Paese ha iniziato ad utilizzare i registri). D'altronde se fino a metà Anni '90, nel Paese solo una donna su 20 risultava nubile a 50 anni, nel 2015 il dato è totalmente cambiato: una su sette è single a quell'età. E volendo affondare il coltello nella piaga la percentuale è ancora più sorprendente prendendo in esame le cittadine tra i 35 e i 39 anni: secondo le ultime rilevazioni il 25% è senza marito, contro il 10% di due decenni prima. Nel 2018, secondo le stime del governo, il numero di coppie sposate ha raggiunto, nella sua costante discesa dal 2012, il livello più basso dalla fine della Seconda guerra mondiale. Insomma bisogna coltivare l'amore: «Stiamo lavorando per promuovere menti pronte per il matrimonio», si legge in una pubblicità per tour di matchmaking e seminari per single sponsorizzati dal governo. Governo che sta addirittura esortando le aziende a riformare la schiacciante cultura del lavoro per la quale ci si aspetta che i dipendenti dedichino la maggior parte delle loro ore di veglia alla carriera rendendo difficile per i mariti il contributo alla causa familiare.

È NATO UN BUSINESS

Quello che è sicuro è che le aziende non sono rimaste indifferenti di fronte a questa rivoluzione. Sono infatti sempre di più quelle che si rivolgono ai single e in particolare alle donne single. Ci sono sale da karaoke singole con zone riservate alle donne, ristoranti progettati per chi cena da sola e complessi di appartamenti che puntano a conquistare tutte quelle potenziali acquirenti o affittuarie che voglio vivere da sole. Poi ci sono agenzie di viaggio che organizzano tour per signore non accompagnate e, chiaramente, studi fotografici che offrono shooting per quelle vogliono indossare l'abito bianco, ma senza avere l'anello al dito.

Scegli tu!
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