Usando questo servizio e i contenuti correlati, accetti l'utilizzo dei cookie per scopo di analisi e per fornire contenuti e annunci personalizzati.
Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

La Dieta Tisanoreica

Logo D La Repubblica D La Repubblica 17/03/2017 di Maria Maccari

www_donna-WOMAN HOLDING SERVING TRAY OF PROTEIN SHAKE MIX CONTAINER AND TWO DIFFERENT SMOOTHIE FLAVOR DRINKS © NON+CLASSIFICATA www_donna-WOMAN HOLDING SERVING TRAY OF PROTEIN SHAKE MIX CONTAINER AND TWO DIFFERENT SMOOTHIE FLAVOR DRINKS COSA È

Chiamata anche Metodo Mech, dal suo creatore, il fitoterapeuta italiano Gianluca Mech, è tra le diete più popolari anche all’estero perché tra le preferite di molte star. Rientra tra le diete proteiche perché esclude l’assunzione di carboidrati, almeno nella prima fase, ed è basata sul metodo della chetogenesi. Nella pratica si basa sul principio che sorregge quasi tutte le diete iper-proteiche: quando si assumono pochissimi carboidrati o nulla, il corpo deve ricorrere alla riserva di grassi per procurarsi energia, innescando il cosiddetto processo di chetogenesi.

COME FUNZIONA: CHETOGENESI E PAT

Promette una rapida perdita di peso, circa 8 chili in 20 - 40 giorni e senza dover sottostare a eccessive privazioni alimentari perché integra la dieta a base di proteine con specifici preparati alimentari chiamati PAT (Preparati Alimentari Tisanoreica) a base di aminoacidi che dovrebbero servire a migliorare e favorire la digeribilità e l’assorbimento delle proteine, integrate dall’Attivatore Tisanoreica, un mix di otto piante (Papaia, Ananas, Malva, Anice Stellato, Finocchio, Carciofo, Tarassaco, Senna). E che hanno anche lo scopo di sopperire alla voglia di carboidrati da parte dell’organismo perché, per consistenza e sapore, i cibi tradizionali come pasta e dolci.

LE FASI

Il programma si sviluppa in due fasi, intensiva e di stabilizzazione della durata di 10 – 20 giorni ciascuna, più una fase di mantenimento. A ogni fase corrispondono specifici PAT e composti da sciogliere in acqua ottenuti da erbe con l’antica tecnica delle decottopia.

Nella fase Intensiva vanno eliminati tutti i carboidrati, gli zuccheri e i grassi e si assumono proteine, sali minerali e vitamine tramite alimenti specifici (verdure, pesce, carne e uova) e quattro PAT al giorno. Vanno eliminati anche latte e latticini e legumi. In questa fase si innesca il processo di chetogenesi.

Nella fase di Stabilizzazione vanno reinseriti alcuni carboidrati, come pasta e pane e due PAT, ma vanno esclusi zuccheri semplici, alcol e frutta.

La fase di Mantenimento prevede la reintroduzione di tutti gli alimenti e un ritorno a una dieta equilibrata, tenendo però conto delle calorie assunte. Ovviamente, il programma va seguito previo e sotto controllo medico.

DECOTTOPIA

Si tratta di una tecnica antica che consiste nell’estrarre dalle piante (almeno 10 per ogni composto) i principi attivi usando solo acqua a diverse temperature, mantenendo intatte le caratteristiche e senza l’aggiunta di alcol e zuccheri. Sotto forma di tisane, da diluire in acqua, aiutano a contrastare gli effetti della chetosi e a integrare la mancanza di alcuni principi nutritivi, oltre a migliorare alcune funzioni dell’organismo. Tra i principali: diuretico (a base di betulla e tarassaco), depurativo e detox (con carciofo e alghe).

IL PARERE DELL’ESPERTO

Trattandosi di un regime iper-proteico presenta tutte le controindicazioni attinenti a questo tipo di diete. L’affaticamento di fegato e reni in primis, dato lo sforzo da parte dell’organismo per smaltire le scorie prodotte. Inoltre, il regime ha un costo che va dai 500 ai 600 euro, per la durata dei 40 giorni. Abbiamo chiesto un parere al dietologo, dott. Giuliano Ubezio, il quale ha manifestato dei dubbi innanzitutto riguardo al risvolto economico e marketing di questo regime: «Il meccanismo Tisanoreica in realtà è un prodotto, viene venduto l’alimento che è dato come una delle componenti alimentari delle tre fasi del regime, compresa quella di mantenimento. Di base dunque, partiamo dal presupposto che Tisanoreica è un’azienda. Il mio lavoro di medico dietologo è prettamente chimico, per quanto legato all’estetica, ma non è marketing, il mio compito e quello di ogni dietologo è di insegnare, educare a mangiare in modo corretto utilizzando prodotti di uso comune, non certo di una specifica marca. E non si tratta nemmeno di prodotti iper-proteici come quelli di Tisanoreica».

A prescindere dall’aspetto economico, cosa pensa del regime in sé?

«La dieta Tisanoreica lavora portando l’organismo a una condizione di chetogenesi, quindi di elevata acidità corporea e in questo processo sono coinvolti anche reni, colesterolo, affaticamento epatico, problemi che si sviluppano anche a lungo termine. Si cerca, certo, di dare questi decotti che andrebbero a bilanciare gli effetti negativi della dieta che, a mio parere, non risolvono il problema».

Cosa pensa del fatto che, chi l’ha provata, dica che effettivamente si perdono dei chili?

«Tisanoreica promette di far perdere 8 chili in 40 giorni. Un’affermazione inutile poiché è tutto relativo, dipende dalla base di partenza: per un paziente obeso anche 8 chili in un mese possono andare, ma per una persona che vuole perdere alcuni chili magari per definirsi, sono oggettivamente troppi. Quindi il fatto che non vi sia una base medica, mi lascia perplesso, dato che non viene prescritta in studi medici, ma in farmacie ed erboristerie. Ripeto, il compito di un dietologo è fare educazione alimentare, non certo somministrare regimi standardizzati buoni per ciascuno. Poi ritengo non sia un regime che possa garantire risultati a lungo termine, poiché nell’immediato si possono ottenere risultati, perché è facile perdere peso togliendo del tutto carboidrati, ma nel lungo periodo questo è deleterio. Oltre al fatto che si recuperano tutti i chili persi in poco tempo».

Cosa pensa, in generale, delle diete proteiche?

«Se seguite con criterio e dietro suggerimento medico possono funzionare. Io, in genere, le consiglio a persone sane che faticano a raggiungere i risultati preventivati, ma per non più di due settimane e in maniera del tutto bilanciata e controllata. Sempre comunque legata allo stato fisico e alla salute del paziente. In due settimane non si crea quel danno legato all’iperacidità».

Scegli tu!
Scegli tu!

Altro da D La Repubblica

image beaconimage beaconimage beacon