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Scoperto l’orologio biologico maschile

Logo Cover MediaCover Media 11/07/2017 covermg.com

Secondo gli esperti, le donne che hanno ritardato l'avvio di una famiglia fanno meglio a tentare il concepimento con un uomo più giovane, perché le probabilità di concepimento sono più alte e perché il DNA spermatico può danneggiarsi con l’età.

Un nuovo studio condotto da accademici presso il Beth Israel Deaconess Medical Center, nel Massachusetts, ha analizzato i dati di 7.753 coppie che hanno visitato una clinica per la fertilità a Boston tra il 2000 e il 2014.

Le donne sono state divise in quattro gruppi di età: meno di 30 anni, tra i 30-35 anni, 35-40 anni e 40-42 anni, mentre gli uomini avevano le stesse categoria, ad esclusione di un set per gli oltre 42enni.

Non influenzate dalla componente maschile, le donne nel gruppo più anziano hanno dato i tassi di natalità più bassi. Mentre i tassi di natalità delle donne più giovani risultano influenzati dall'età del loro partner maschile.

© Provided by Cover Media Ltd

Per una donna di 30 anni o più, i risultati hanno mostrato che gli uomini di età compresa tra i 30 e i 35 producono un tasso di natalità media del 73 per cento, rispetto ad un tasso di natalità media del 46 per cento per gli uomini di età compresa tra i 40 e i 42 anni.

Invece quando la donna è della stessa età dell'uomo i dati non hanno prodotto alcun impatto, tuttavia, alcune donne hanno visto risultati più netti provando a concepire con un uomo più giovane.

I soggetti femminili in età compresa tra 35 e 40 anni hanno circa il 70 per cento in più probabilità di avere un bambino con un uomo di 30 anni, rispetto al 54 per cento della probabilità dichiarata con uomini tra i 30 e i 35 anni.

«In generale, non abbiamo visto alcun significativo declino nella nascita quando le donne hanno un partner maschio della stessa età o minore», ha dichiarato la dottoressa Laura Dodge. «Tuttavia, le donne di età compresa tra i 35 e i 40 anni hanno avuto un notevole vantaggio dal fatto di avere un partner maschio di età inferiore ai 30 anni, in quanto vedono un miglioramento relativo del 30 per cento, e rispetto alle donne il cui partner è fra i 30-35 addirittura dal 54 per cento al 70 per cento».

La dottoressa conferma che non c'è nessuna cura contro l'invecchiamento del DNA spermatico, ma seguire una dieta sana ha un forte impatto sul miglioramento generale.

«La diminuzione della qualità di spermatozoi svolge certamente un ruolo, ma il nostro lavoro dimostra che questo non è l'intero quadro», ha aggiunto la Dodge.

«Abbiamo trovato risultati simili tra le coppie senza alcuna infertilità maschile documentata, questo dimostra che nel nostro corpo succede qualcosa di diverso». Lo studio completo è stato presentato alla Società Europea di Riproduzione Umana e Embriologia di Ginevra martedì 04 luglio 2017.

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