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L'Italia e la differenza fra una pioggia e un uragano

Logo AGI AGI 10/09/2017 Riccardo Luna
© Fornito da AGI - Agenzia Giornalistica Italia Spa

Oggi ho provato un software del Washington Post che consente di "trasferire" l'immagine dell'uragano Irma su un qualunque punto del pianeta per rendersi conto delle sue dimensioni. “Non avete idea di quanto sia grande” avvisa il giornalista, “è grande come l’Ohio”. Ma se non siete americani, aggiunge, l’Ohio non vi dice molto. Per questo ha creato un strumento per portarsi idealmente Irma “dove vivete”. Ho provato a portarla sopra l'Italia e il risultato è quello che vedete: è interamente coperta. Tutta. E ho immaginato per un istante a cosa accadrebbe se un uragano di quelle dimensioni arrivasse da noi, a quello che è successo a Livorno per una semplice pioggia molto forte e ho immaginato che la stessa pioggia (quindi minimizzando, rispetto ad un uragano), cadesse su tutta l'Italia: cosa accadrebbe? Il prezzo in termini di vite umane, di distruzione di case e attività imprenditoriali, di territorio e beni artistici. E ho concluso inevitabilmente che siamo totalmente impreparati, bravi soltanto a dare l'allarme, esprimere condoglianze, fare polemica se la tragedia colpisce il sindaco di una parte politica avversa; e fare proclami sulla ricostruzione tempestiva e poi passare al prossimo tema che la cronaca ci sottoporrà. Prevenzione, manutenzione, progettazione, cura del territorio sono parole che di solito svaniscono nello spazio di qualche ora. Il tempo che la finisca di piovere e torni il sole.

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