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Meteo Emilia-Romagna, oggi ancora neve. Poi la situazione migliora

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 03/03/2018 AGNESSI-ENRICO

Bologna, 3 marzo 2018 – Il peggio è passato. O quasi. Ancora qualche ora di neve in Emilia-Romagna, ma dalla mezzanotte si comincerà a uscire dalla fase acuta di emergenza che tanti disagi ha provocato negli ultimi giorni. Da domani, domenica 4 marzo, non sono infatti previsti fenomeni di gelicidio, neve e ghiaccio. Una tregua quanto mai opportuna, visto che arriva proprio nel giorno in cui i cittadini sono chiamati a votare per le elezioni politiche.

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Secondo Arpae e Protezione civile, per tutta la giornata di oggi continuerà però la coda di maltempo in Emilia-Romagna con precipitazioni nevose dalla montagna alla pianura, sulle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia (Reggiolo di nuovo fortemente imbiancata)  e Modena (fiocchi anche a Magreta), interessando solo in maniera limitata quella di Bologna. Nelle zone di pianura sono attesi dai 5-10 centimetri, sulle colline e i rilievi gli accumuli saranno intorno ai 15-30 centimetri.

Gelicidio: chiusa e riaperta l'A1

Ed è soprattutto la valutazione della neve già presente al suolo in montagna che ha fatto emettere dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile una nuova allerta gialla.

Non si escludono poi fenomeni di acqua mista neve sulla pianura Bolognese e Ferrarese, mentre in Romagna le precipitazioni saranno piovose, ma sotto la soglia di allerta. Fenomeni che, come si dice all’inizio, si esauriranno però nel corso della nottata.

Prosegue inoltre l’allerta gialla per il rischio frane sui bacini e la costa romagnoli e sui bacini emiliani orientali e centrali delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma.

Nel Bolognese continua infine il monitoraggio della maxi franadella Maranina nel Comune di Gaggio Montano (località Vaina), riattivata ieri (FOTO). E’ stato interdetto l’accesso ad alcune abitazioni con cinque evacuati. Il fronte della frana ha raggiunto l’alveo del fiume Reno. Sul posto sono impegnati volontari di Protezione civile, tecnici del Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Agenzia regionale di Protezione civile e tecnici comunali, mentre si lavora per garantire il deflusso delle acque.

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Infine, resta molto alto anche il pericolo valanghe in Appennino, classificato forte nell'Appennino Emiliano Centrale 

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