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Previsioni meteo, la Befana porta la grande bufera. Gelo e nevicate anche in pianura

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 03/01/2017 BRUNO RUGGIERO

Roma, 3 gennaio 2017 - TU CHIAMALA, se vuoi, la Befana. Ma quest’anno devi aspettarti la bufera. Fra giovedì e sabato, infatti, una perturbazione che i meteorologi definiscono «di impulso artico» si farà strada su un fronte di tremila chilometri dall’Europa settentrionale verso quella centro-orientale investendo anche l’Italia. E proprio nella giornata dell’Epifania, venerdì, è previsto il probabile ‘picco’ del gelo e del rischio-neve: non solo nelle zone interne, anche lungo le coste del medio Adriatico (specie Abruzzo), al Sud e sul versante nord della Sicilia. Ma già da dopodomani, negli stessi settori più «critici», dove il sole ha riscaldato le feste fino a ieri, sono attese precipitazioni nevose fino a quote di bassa collina (fra i 400 e gli 800 metri) accompagnate da venti freddi di burrasca. 

«GIUNGONO ulteriori conferme sull’intensa ondata di freddo in arrivo dalla Russia, che interesserà tutta l’Italia entro la Befana – spiega l’esperto del sito 3bmeteo.com, Edoardo Ferrara –. Questo significa temperature in tracollo anche di oltre 10 gradi, venti forti di grecale e tramontana con raffiche di 70-80 chilometri orari, mari molto mossi, ma soprattutto rovesci di neve fino in pianura». Possibilità di nevicate, quindi, su città in genere ‘risparmiate’, come Pescara, Termoli, Foggia, Bari, Lecce, Matera, Cosenza, Crotone, Benevento, qualche fiocco non escluso anche a Napoli, Reggio Calabria, Messina. E, aggiunge il tecnico, con quel che consegue in particolare per le zone terremotate dell’Italia centrale, «da giovedì 5 saranno giornate di ghiaccio sulla dorsale appenninica, specie adriatica». 

Sebbene i prevedibili disagi possano sembrare di cattivo auspicio associati alla Befana, per i meteorologi in realtà non si tratta di un evento senza precedenti. «È inverno, ed è normale, non è un fatto eccezionale», assicura Antonio Sanò, fondatore de iLMeteo.it. Soprattutto non lo è per quel settore centro-settentrionale, l’Appennino tosco-emiliano, interessato fin da oggi dal primo peggioramento del tempo, con piogge diffuse e nevicate sopra i mille metri. «Solo se nevicasse a Roma sarebbe un’anomalia», distingue Sanò. Il problema, per chi si occupa a tempo pieno del clima, «resta casomai la siccità». 

«SE NON si sblocca qualcosa a gennaio, la situazione diventa drammatica. Sulle Alpi non è mai nevicato, tranne che in Val D’Aosta e Piemonte, le Dolomiti sono a zero». «Ma è già successo – controbilancia subito Sanò – che i mesi invernali non siano, diciamo, generosi quanto a precipitazioni». Per come si stanno mettendo le cose, comunque, «meglio aspettare febbraio o marzo per andare in settimana bianca, quando il nuovo anno si sarà assestato». 

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