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Premi aziendali, i nuovi bonus. Ecco quanto si può guadagnare

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 07/07/2016 None

Roma, 7 luglio 2016 - Il piano per la competitività e la produttività del Ministro Carlo Calenda, anticipato ieri dal nostro giornale, se troverà spazio nella legge di Stabilità potrebbe portare un beneficio fiscale aggiuntivo compreso tra il 12 e il 29/30 per cento per ogni euro di premio di risultato oltre il limite dei 2 mila, a seconda dello scaglione fiscale di riferimento. Ma se questo è l’effetto più evidente e tangibile per le buste paga dei lavoratori, quello di sistema, al quale punta principalmente la proposta del titolare del Mise, riguarda l’incremento della produttività per addetto che vede l’Italia arretrare in tutti gli ultimi quindici anni e collocarsi al penultimo posto nell’Unione europea, seguita solo dal Lussemburgo.

Rispetto alla regolamentazione attuale, la soluzione ipotizzata da Calenda consiste nell’eliminazione del tetto dei 2 mila euro annui per la detassazione dei premi di risultato e nella riduzione (se non nella cancellazione) del vincolo dell’accordo sindacale aziendale o territoriale come condizione necessaria per ottenere lo sconto fiscale. La liberalizzazione dei premi di risultato in funzione della produttività avrebbe come contropartita solo la limatura dall’attuale 10 al 12,5 per cento dell’aliquota da applicare.

La reazione negativa (o comunque la resistenza) del sindacato è messa in conto, ma l’obiettivo del progetto non è colpire il ruolo del sindacato ma, semmai, di sostenere fiscalmente il recupero di produttività anche in quella miriade di piccole e medie imprese nelle quali il sindacato non è presente. E, dunque, l’iniziativa, da questo punto di vista, ha più che altro lo scopo di spingere a semplificare – e non ad annullare - le intese sindacali e a farle decollare a livello territoriale.

"La paura della modernità si cura con una forte politica di investimenti sulla cultura e sulla competitività": a twittarlo è stato ieri proprio il ministro Calenda durante la presentazione dell’indagine conoscitiva su ‘Industria 4.0’. Un report che fa da premessa alle misure che gli sherpa del Mise stanno mettendo a punto in vista della legge di Stabilità. Interventi – che cominceranno a essere annunciati nella prima settimana di agosto – diretti a sostenere gli investimenti nell’innovazione industriale e a favorire recuperi di produttività.

Lavoro © om Lavoro

Se consideriamo la mappa degli accordi sindacali di produttività realizzati negli ultimi anni, è evidente, del resto, come la stragrande maggioranza abbia riguardato la grande impresa, poi la media (in misura minore), fino quasi ad annullarsi nelle piccole. Il beneficio fiscale, però, si farebbe sentire anche nella grande impresa, dove il premio è comunque presente. Prendendo spunto dalle migliori "buone pratiche" realizzate attraverso accordi sindacali (come alla Brembo, all’AgustaWestland o alla Tenaris Dalmine), l’aumento salariale netto (rispetto alla situazione attuale), a parità di premio erogato, potrebbe arrivare anche al 30 per cento.

All’Augusta Westland (del Gruppo Finmeccanica) nel 2014 è stato erogato un bonus di circa 4.098 euro lordi: per i dipendenti con retribuzione fino a 15.000 euro il premio netto è stato di 3.545 euro; per quelli con redditi fino a 28 mila euro, di 3.501 euro; per quelli con stipendi oltre 28 mila, di 3.381. Ebbene, con la soluzione Calenda si avrebbe un incremento compreso tra il 12 (per il primo scaglione) e il 28 per cento (per quello più elevato) su circa 2.000 euro oggi tassati senza nessuna agevolazione. Il bonus sarebbe anche più elevato alla Tenaris Dalmine, dove l’incentivo è arrivato a 6 mila e 800 euro nel 2014.

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