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Cancellare Quota 100 e scivoli ​Ecco le pensioni "giallorosse"

Logo Il Giornale Il Giornale 25/08/2019 Franco Grilli
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Il governo dell'inciucio potrebbe vedere la luce già martedì prossimo. Inutile girarci intorno, le trattative tra Cinque Stelle e Pd sono partite e da ieri sera il tavolo per il ribaltone è stato allestito. Tra i punti caldi da affrontare in una trattativa comunque rischiosa e dall'esito incerto c'è quello della manovra. E dentro la manovra il capitolo pensioni avrà di certo un peso. La riforma di Quota 100, voluta fortemente dalla Lega, potrebbe essere schiacciata da una tenaglia giallorossa.

Infatti sia il Movimento Cinque Stelle che il Pd sono stati sempre critici su questa radicale riforma previdenziale. Basta ad esempio ricordare le parole di Andrea Roventini, uno dei tecnici più vicini alla galassia pentatstellata. Qualche tempo fa non aveva usato giri di parole nel definire Quota 100 come uno "spreco inaudito di risorse, perché è una misura sessista che favorisce i maschi 50enni del nord Italia". Poi aveva affondato il colpo: "Inoltre non è una misura che rilancia la domanda. Chi va in pensione con quota 100 riduce le proprie spese". E in questo quadro che annuncia un possibile ribaltone, non vanno nemmeno dimenticate le parole di Carlo Calenda che ha sempre criticato fortemente la riforma previdenziale voluta dal Carroccio: "Va cancellata immediatamente. È un provvedimento che ha un debito implicito superiore ai 30 miliardi di euro che non ci possiamo permettere. Per mandare in pensione pochissima gente rispetto a quel che costa".

Insomma un eventuale asse Pd-5S potrebbe cancellare in modo definitivo l'anticipo pensionistico. Ma davvero Zingaretti e Di Maio possono cancellare quota 100? La riforma previdenziale è stata inserita nell'ultima legge di Bilancio ed è prevista fino al 2021 in via sperimentale. Probabilmente il governo del ribaltone potrebbe non rinnovare il finanziamento e dunque la riforma sarebbe destinata a morire. Di sicuro la misura che rischia di più è quella di Opzione Donna che riguarda il pensionamento delle lavoratrici dipendenti e autonome. I finanziamenti sono stati rinnovati nel corso della scorsa legislatura e di fatto sono in scadenza a fine anno. Andrebbero rinnovati, proprio con la manovra, per il 2020. Ma è altamente probabile che lo scivolo per le donne possa scomparire con l'arrivo del governo giallorosso.

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