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Decreto fiscale: le proposte dell’Anci su Imu, Tasi e Tari

Logo idealista idealista 08/11/2018 Redazione
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Riunire Imu e Tasi in un unico prelievo, abolendo la Tasi e “superando così un sistema dei tributi locali inutilmente articolato in una molteplicità di aliquote sulle medesime basi imponibili”. Assicurare poi ai comuni “un più ordinato processo di deliberazione delle tariffe Tari, il cui termine viene fissato al 30 aprile di ciascun anno, anziché collegato alla data di deliberazione del bilancio di previsione”. Sono queste alcune delle proposte presentate dal vicepresidente dell’Anci e sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, nel corso di un’audizione sul decreto fiscale davanti alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Imu e Tasi, le proposte dell’Anci

Secondo Nogarin “sono necessarie riforme semplificative che devono essere portate a compimento”. Entrando nel merito della posizione espressa dall’Anci, Nogarin ha proposto di riunire Imu e Tasi in un unico prelievo, abolendo la Tasi e “superando così un sistema dei tributi locali inutilmente articolato in una molteplicità di aliquote sulle medesime basi imponibili”.

Il tutto da realizzare, “in un quadro di maggiore semplificazione per i contribuenti e per gli uffici comunali, nonché di equivalenza dei gettiti standard, coerenti con quelli già registrati in regime Imu-Tasi”.

Tari, le proposte dell’Anci

Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti, l’Anci ha chiesto di assicurare ai comuni “un più ordinato processo di deliberazione delle tariffe Tari”, il cui termine viene fissato al 30 aprile di ciascun anno, anziché collegato alla data di deliberazione del bilancio di previsione.

Disgiungendo il termine di approvazione delle tariffe Tari da quello di approvazione del bilancio comunale, la norma proposta concede ai comuni più tempo per la ricezione dei piani finanziari - la cui tempistica di acquisizione non è nella disponibilità dell’ente locale - e l’aggiornamento e approvazione delle nuove tariffe Tari.

E’ stato poi proposto di consentire ai soggetti affidatari della gestione del servizio rifiuti di riscuotere il tributo “con le medesime modalità dei soggetti privati iscritti all’Albo di cui all’art. 53 del d.Lgs. 446/1997 (ovvero tramite ingiunzione fiscale) a condizione che si tratti di società in house o di aziende controllate da soggetti pubblici”.

Le altre proposte dell’Anci

L’Anci ha poi chiesto di estendere anche agli enti locali la definizione agevolata per le entrate tributarie e patrimoniali iscritte a ruolo, dando alle autonomie locali la facoltà di deliberare senza imposizioni di carattere nazionale.

E a richiesto misure compensative sulle cancellazioni dei crediti sotto i mille euro (dal 2000 al 2010), “che peseranno soprattutto sui bilanci comunali causando tensioni in una fascia rappresentativa di enti”.

Tra le proposte anche un monitoraggio sull’impatto della misura, eventuali compensazioni finanziarie per mancato gettito e una riapertura del riaccertamento straordinario dei residui in modo da poterne gestirne gli effetti.

Nel corso dell’audizione, Anci ha consegnato ai commissari tre documenti: i primi due riguardano le principali criticità del decreto fiscale, su cui Anci ha fornito un elenco di emendamenti specifici; il terzo documento riguarda la proposta Anci di riforma della riscossione locale più volte auspicata dai sindaci.

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