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L'economia tedesca rallenta, Piazza Affari in calo

Logo Milano Finanza Milano Finanza 15/05/2018 Francesca Gerosa

Borse europee deboli in avvio di seduta, complice il pil della Germania che nella lettura preliminare del primo trimestre è cresciuto dello 0,3% a livello trimestrale e del 2,3% su base annuale. Il dato, in rallentamento rispetto al +0,6% trimestre su trimestre e al +2,9% anno su anno degli ultimi tre mesi del 2017, ha deluso leggermente il consenso degli economisti che si aspettavano un incremento dello 0,4% trimestre su trimestre e del 2,4% anno su anno. Comunque sia è la quindicesima volta consecutiva che il prodotto interno lordo di Berlino cresce a livello trimestrale, la striscia positiva più lunga dal 1991.

Invece la produzione industriale cinese è salita del 7% su anno in aprile, oltre le attese di un +6,3%; ma a ridimensionare la notizia positiva è giunto il dato sugli investimenti fissi che nei primi quattro mesi dell'anno ha registrato una crescita in rallentamento a +7% dal +7,5% del periodo gennaio-marzo, più ampio rispetto alle stime di un +7,4%. Sotto le attese sono risultate, poi, le vendite al dettaglio, cresciute in aprile del 9,4% (dopo il +10,1% del mese precedente) su stime per un +10,1%, a completare un quadro che suggerisce la progressiva perdita di slancio dell'economia cinese.

In arrivo da Eurostat i numeri relativi alla produzione industriale a marzo che dovrebbe vedere un incremento dello 0,7% su mese e del 3,7% su anno dopo il calo dello 0,8% su mese e il +2,9% su anno di febbraio, al di sotto delle attese. Sempre in mattinata verrà resa nota anche la stima flash del pil del blocco relativa al primo trimestre. In questo caso le attese proiettano una crescita dello 0,4% su trimestre e del 2,5% a perimetro annuo, in calo rispettivamente da +0,6% e +2,7% del quarto trimestre del 2017.

In attesa, il dollaro è in leggera risalita dai minimi da oltre una settimana rispetto al paniere delle principali valute internazionali, guidato dal rialzo dei rendimenti sui Treasury. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1932 da 1,1925 dell'ultima chiusura dopo essere risalito ieri a 1,1996, il livello più alto dal 3 maggio. Il dollaro/yen sale a 109,835 da 109,65.

Sul fronte interno non c'è ancora l'accordo di governo tra Lega e M5s che hanno ottenuto più tempo per la trattativa, ma l'impressione di molti è che i due partiti fatichino a trovare l'intesa sulla figura del prossimo presidente del Consiglio. I Btp ripartono da un rendimento del decennale dell'1,91% e da uno spread sul Bund di 128,9 punti base dopo la seduta debole di ieri, in cui comunque la carta italiana ha registrato una performance migliore rispetto a quella tedesca.

Anche se finora non ha causato un allargamento sostanziale, l'incertezza sulla formazione del governo ha spinto i credit default swap sul debito dell'Italia al massimo di quasi quattro settimane (a 97 pb), dopo la discesa al minimo da settembre 2014 registrata alla fine del mese scorso. Riprende stamane l'offerta del nuovo Btp Italia maggio 2026 agli investitori retail, dopo che ieri, al termine della prima giornata, le richieste hanno raggiunto i 2,306 miliardi. L'offerta al retail prosegue domani, salvo chiusura anticipata, mentre quella agli investitori istituzionali si terrà nella mattinata di giovedì.

L'economia tedesca rallenta, Piazza Affari in calo © Milano Finanza L'economia tedesca rallenta, Piazza Affari in calo

A Piazza Affari l'indice Ftse Mib cede lo 0,13% a 24.189 punti. Pirelli & C., che ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita del 5,7% (organico) a 1,31 miliardi, con un calo del 2,2% dopo l'impatto dei cambi e confermato per il 2018 la stima di un ebit adjusted ante costi di start-up superiore a 1 miliardo e di un ebit adjusted a circa 1 miliardo, sale del 2,49% a 7,32 euro.

Conti anche per Erg (-0,49% a 20,5 euro) che ha archiviato il primo trimestre con un utile netto adjusted in crescita del 3% a 56 milioni e un ebitda di 162 milioni, in aumento del 7% rispetto allo steso periodo del 2017, e per Saras (+0,70% a 2,014 euro) che nei primi tre mesi dell'anno ha evidenziato un utile netto e un ebitda in calo, penalizzati soprattutto dal segmento raffinazione, e ricavi in crescita grazie all'aumento dei prezzi del petrolio. Il possibile ritorno dell'embargo verso l'Iran, dopo il passo indietro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare, preoccupa la società.

Anche Ynap (+0,08% a 37,93 euro) ha riportato i dati del trimestre: ricavi pari a 517,5 milioni di euro, in crescita del 7,9% a tassi di cambio costanti e dello 0,5% reported. Oggi Banca Mediolanum (sulla parità a 6,53 euro) entra nel paniere principale al posto di Ynap. Non regge alle vendite Enel (-0,20% a 5,098 euro) anche se l'Antitrust brasiliano ha dato il via libera "senza restrizioni" all'eventuale acquisizione di Eletropaulo, secondo quanto anticipato da MF che sottolinea l'incertezza sul risultato dell'asta a causa di alcune incognite sulle procedure. Mentre l'opa lanciata da Hochtief in accordo con Atlantia (-0,07% a 28,22 euro) sul 100% di Abertis ha superato la soglia minima prevista arrivando all'85,6% del capitale.

Tra le banche salgono Banco Bpm (+0,47% a 3,012 euro), Bper (+0,51% a 5,11 euro) e Ubi (+0,79% a 4,36 euro) dopo che Moody's ha confermato i rating assegnati e l'outlook stabile sul long-term deposit rating. L'outlook sul long-term senior debt rating è invece diventato negativo. Infine, si muove bene Fincantieri (+0,94% a 1,389 euro) che ha ricevuto un ordine da Silversea Cruises per un'ulteriore nave da crociera ultra-lusso, del valore di oltre 320 milioni di euro, con consegna prevista nell'ultimo trimestre del 2021.

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