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Manovra: le novità su esodati, cedolare secca e superticket

Logo Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore 01/12/2019 di Marco Mobili e Marco Rogari
© Fornito da Il Sole 24 Ore

Non solo l’alleggerimento della plastic tax e della stretta sulle auto aziendali. O la revisione della web tax. Dopo la nuova pausa dei lavori, nel rush finale delle votazioni sulla manovra in commissione Bilancio al Senato dovranno essere sciolti altri nodi importanti: dalla proroga della cedolare secca per gli affitti dei negozi, alla nuova salvaguardia pensionistica per gli esodati fino al rinnovo del bonus verde.

Senza dimenticare il pacchetto Sud e l’annunciato stop ai superticket sanitari. Ma in attesa di conoscere il loro destino sono anche i cosiddetti emendamenti “mirati”, a cominciare da quelli sulle nuove assunzioni per Forze armate e forze di Polizia che potrebbero marciare in parallelo ai correttivi già depositati dal Governo per potenziare gli organici di Corte dei conti, Consiglio di Stato e Tar.

Pressing sulla cedolare secca negozi

Tra i correttivi prioritari (i “segnalati”) dei gruppi parlamentari che sono sopravvissuti alle varie scremature della commissione Bilancio, ce ne sono diversi che prevedono la proroga a tutto il 2020 della cedolare secca per gli affitti dei negozi in scadenza a fine anno. Ben tre ritocchi arrivano dalla maggioranza (M5S, Pd e Iv), ma emendamenti simili sono stati presentati anche dall’opposizione.

Le pensioni con il nodo esodati

Accantonata la questione “Quota 100”, anche se Italia Viva ha presentato l’annunciato emendamento per chiederne l’abolizione, nella maggioranza una parte del Pd e Leu premono per introdurre una nuova salvaguardia, o comunque una modalità di uscita anticipata, per un'altra fetta di esodati (fino a 9mila). Un intervento che per ottenere l’ok deve prima superare l’arduo scoglio delle coperture. In Commissione è in arrivo una relazione dell’Inps per definire con precisione la platea dei lavoratori che potrebbero essere interessati da una nuova salvaguardia. Sulla base di questi numeri e della loro compatibilità con le risorse a disposizione sarà presa una decisione definitiva.

Sì scontato a stop superticket e proroga bonus verde

La commissione si dovrà pronunciare su diversi articoli del Ddl di bilancio rimasti accantonati. Compreso quello che prevede lo stop al superticket sanitario a partire da settembre 2020. Il via libera appare scontato così come quello all’emendamento per la proroga del bonus verde (l’agevolazione Irpef collegata ai giardini e ai sistemi di irrigazione nei condomini). Al voto finiranno anche i ritocchi per l’eliminazione del cosiddetto sconto in fattura per le detrazioni dell'ecobonus e del sismabonus, ma l’esito non è altrettanto scontato.

La tabella di marcia della manovra

Il lento cammino della manovra in Commissione ha già prodotto lo slittamento dell’approdo in Aula del testo dal 3 al 4 o al 5 dicembre. L’obiettivo resta quello di concedere il “sì” di Palazzo Madama , con il voto di “fiducia” sul maxi-emendamento del Governo , entro l’8 dicembre. Ma non è del tutto escluso che si possa arrivare anche al 9-10 dicembre. Si profilano dunque tempi stretti per il passaggio del provvedimento alla Camera dove dovranno essere affrontate questioni importanti come la revisione della sugar tax e l’irrobustimento del pacchetto “Industria 4.0”.

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha già fissato per il 21 dicembre la data per l’invio del testo in Aula dove dovrebbe ricevere il via libera prima del 23 dicembre. A quel punto la palla dovrebbe tornare al Senato per l’approvazione definitiva che dovrebbe arrivare tra il 27 e il 28 dicembre.

Opposizioni all’attacco

«Senza progettualità», così è stata definita la manovra dai senatori di Fratelli d’Italia dall’EuropAditorium di Bologna, dove Giorgia Meloni ha attaccato il Governo: la legge di Bilancio è «tutta minacce, manette, tasse e sprechi». Anche Forza Italia, oltre a ribadire le sue critiche, si dice pronta a dare battaglia contro «l’ennesimo affronto del governo giallo-rosso, che sottrae 30 milioni alle Zone economiche speciali (Zes) per destinarli ad altre misure» penalizzando così «i siciliani e il Sud».

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