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Acqua, il gruppo Celli sceglie Legambiente

Logo First Online First Online 4 giorni fa Nunzio Ingiusto
Rubinetto acqua © Pixabay Rubinetto acqua

La data è fissata: 28 ottobre a Roma. Associazioni, imprese, istituzioni si preparano al Forum Acqua. La risorsa di rete resta un grande business industriale ma anche una delle più spinose gestioni di servizi pubblici locali. Gli amministratori sono continuamente sotto esame per la qualità di ciò che esce dai rubinetti. Eppure tutto deve essere controllato in base a una normativa del 2001 che stabilisce i valori e le sostanze non dannose per la salute. Ogni tanto qualcosa non va come deve. Le campagne per il  maggiore consumo di acqua del rubinetto, per fortuna, fanno proseliti. Buone pratiche diffuse anche per abbassare la quantità di bottiglie di plastica che finisce in mare.  

La  notizia di una collaborazione tra Legambiente e il gruppo Celli, in vista del Forum, per valorizzare l’acqua distribuita va nella direzione di un approccio meno sospettoso verso l’“acqua del sindaco”. Il Gruppo Celli è un’eccellenza italiana in impianti per la spillatura di bevande con 6 stabilimenti e 130 milioni di euro  di fatturato. È presente però anche nei sistemi per l’erogazione di acqua microfiltrata in virtù di recenti operazioni industriali. La collaborazione annunciata ha evidente interesse commerciale, ma ha catturato gli ambientalisti per caratterizzarla in maniera sostenibile. Nessuna doppiezza, dunque, ma piani di lavoro sul territorio che possono far bene alle famiglie. Per questo si pensa a campagne mirate fino al 2021. 

L’Italia è uno dei Paesi più idrovori d’Europa. Nel 2019 il consumo di acqua minerale in bottiglia è stato di 200 litri pro-capite: il 60% in più rispetto alla media europea. “Senza contare che la produzione e il trasporto di tali bottiglie genera più di 1,2 milioni di tonnellate di CO2, oltre all’inquinamento dei fiumi e dei mari che è rappresentato per la gran parte dai rifiuti in plastica“, dice Mauro Gallavotti, CEO Gruppo Celli. Con Legambiente attiveranno da subito la campagna Civico 5.0 per rafforzare la sharing economy e l’efficientamento idrico degli edifici. Insieme promuoveranno la vendita di prodotti sostenibili e al Forum Acqua ne parleranno con esperti e politici. Rapido il collegamento strategico al Recovery plan italiano nel quale Legambiente inserisce la risorsa acqua. La speranza è di una revisione del sistema del Servizio Idrico Integrato, di cui  nei palazzi della politica si parla poco.   

Le macchine per filtrare acqua in casa possono essere di aiuto, per chi le sceglierà e per avere più sicurezza. Però restano tutti i “problemi della sostenibilità della gestione della risorsa, della pianificazione e riqualificazione delle infrastrutture necessarie”. Gli aspetti che motivano la partnership di Legambiente con un grande gruppo italiano sono in questa sintesi del suo Direttore Giorgio Zampetti. Poi sta alle istituzioni fare tutto il resto. Perché l’acqua deve essere, prima di tutto, di buona qualità.


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