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Assegni “trasferibili”: via al ritocco delle sanzioni

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 13/03/2018 Redazione Online

Il Ministero dell’Economia sta valutando la possibilità di modificare il regime sanzionatorio che colpisce gli assegni privi della clausola di non trasferibilità (come previsto dalla normativa antiriciclaggio) «recuperando la proporzionalità tra l’importo trasferito e la sanzione». Lo annuncia lo stesso Mef, ricordando che dal 4 luglio scorso l’uso di assegni privi della clausola di non trasferibilità è sanzionabile da 3.000 a 50.000 euro per importi trasferiti da un minimo di 1.000 a un massimo di 250.000 euro. È stato però verificato che, in alcuni casi, sottolinea via XX Settembre, «le sanzioni elevate possono colpire cittadini che in buona fede hanno utilizzato assegni senza clausola di non trasferibilità». Da qui la decisione di accogliere un parere parlamentare in materia e studiare una possibile soluzione.

Dall’indagine condotta dal Mef per analizzare la consistenza del fenomeno di utilizzo di assegni privi della clausola è emerso che nessuna sanzione è mai stata ancora comminata ai sensi della nuova normativa e che, a fronte di 1.692 assegni contestati, gli incolpati hanno scelto, in 107 casi, di pagare l’oblazione che consente di concludere anticipatamente il procedimento sanzionatorio.

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Da oltre 10 anni, ricostruisce il ministero in un approfondimento sul proprio sito, con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 231/2007 (normativa antiriciclaggio), è sanzionato l’uso di assegni oltre una certa soglia privi della clausola di non trasferibilità. L’attuale soglia, pari a 1.000 euro, è stata introdotta a dicembre 2011 (dl 201/2011). Nonostante ciò, a seguito di segnalazioni risulta che continuano ad essere utilizzati assegni che non riportano tale clausola pur essendo di importo maggiore di 1.000 euro, prosegue il Mef che per questo ricorda le regole vigenti in materia. Dal 2008 le banche non stampano più’ carnet di assegni senza la clausola di non trasferibilità. Tuttavia, se qualcuno dovesse trovarsi nel cassetto un vecchio blocchetto, può ancora utilizzarlo per trasferimenti di denaro di importo pari o superiore a 1.000 euro a patto che scriva di suo pugno `non trasferibile´. Se l’importo è inferiore a 1.000 euro l’assegno può essere fatto circolare anche senza clausola.

«I casi venuti recentemente alla ribalta della cronaca hanno acceso i riflettori su questa tematica, a cui si lega il dibattito sul regime sanzionatorio quando la norma antiriciclaggio viene violata», afferma ancora il Tesoro.

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