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Bollettino Bce: quanto pesano mutui e ricchezza immobiliare sui consumi

Logo idealista idealista 10/08/2018 floriana Liuni

mutuo casa

© idealista/news

Nonostante le condizioni finanziarie favorevoli, negli ultimi anni i prestiti alle famiglie europee per l’acquisto di abitazioni hanno mostrato un tasso di crescita contenuto. Lo dice l’ultimo Bollettino Bce, secondo cui nel primo trimestre del 2018 il tasso di crescita dell’erogazione di mutui ipotecari sui dodici mesi si è attestato al 2,8 per cento.

L’andamento è comunque in linea con la vivace dinamica dei prezzi delle abitazioni registrata negli ultimi anni in Ue, così come con la percezione della dinamica dei prestiti dichiarata dalle banche stesse nell’ambito di una indagine sul credito bancario secondo la quale da diversi anni l’andamento dei mutui ipotecari sta ricevendo sostegno sia dai criteri di offerta sia dalla domanda di prestiti, circostanza che non si verificava da prima della crisi finanziaria.

Per quanto riguarda i flussi netti dei prestiti in Europa, secondo le stime nei dodici mesi fino a marzo 2018 l’erogazione di prestiti in termini reali corrispondeva a circa 450 miliardi di euro (pari al 4,5 per cento del Pil), a fronte dei 405 miliardi di euro registrati in media a partire dal 2001 (che equivale a un rapporto medio del 4,4 per cento).

Prezzi degli immobili e consumi privati

La dinamica dei mutui è collegata a doppio filo con quella dei prezzi degli immobili, che tra i Paesi europei hanno mostrato andamenti molto differenti. Influenzando, di conseguenza, i diversi livelli di consumi privati tra nazione e nazione. Il che spiega come mai l’andamento in Italia sia così anomalo. Secondo il Bollettino Bce infatti i prezzi degli immobili residenziali nell’area dell’euro hanno continuato ad accelerare nel primo trimestre del 2018. Cosa che certo non si può dire dell’immobiliare italiano.

Secondo l’indicatore della Bce dei prezzi degli immobili residenziali, nel primo trimestre del 2018 i prezzi di case e appartamenti nell’area dell’euro hanno registrato una crescita su base annua del 4,1%, in rialzo dal 3,9% dal trimestre precedente, confermando un ulteriore rafforzamento e un ampliamento del ciclo dei prezzi delle abitazioni.

Tale variabile ha influito molto sull’accelerazione ai consumi privati. La ragione è che per molte famiglie l’abitazione di residenza costituisce l’asset principale. Inoltre, gli immobili sono generalmente un’attività finanziata tramite indebitamento, ecco perché le variazioni di prezzo possono avere effetti ancora più ampi sulla ricchezza netta delle famiglie e di conseguenza sui consumi privati, assumendo diversi aspetti a seconda delle caratteristiche di ciascun Paese.

In Italia cala la ricchezza immobiliare

Se, ad esempio, in Germania la ricchezza immobiliare ha iniziato a crescere significativamente nel 2013, in Francia, nello stesso periodo, è rimasta praticamente invariata. In Spagna, pur rimanendo di circa il 30% inferiore rispetto al periodo precedente la Grande recessione, questo tipo di ricchezza ha cominciato a crescere nuovamente in tempi recenti. In Italia la ricchezza immobiliare è invece diminuita gradualmente. Per la ricchezza finanziaria, al contrario, si sono registrati andamenti molto meno eterogenei tra i diversi paesi. Di conseguenza, la ricchezza immobiliare sembra assumere maggior rilievo rispetto alla ricchezza finanziaria nel giustificare le persistenti differenze nei consumi privati tra i vari paesi.

"Alla buonora! – ha commentato Confedilizia in una nota.  - Confedilizia lo sostiene da anni: sulla base del buon senso, dell'esperienza e di teorie economiche che in troppi ancora ignorano, ma che da noi sono state a più riprese sostenute dagli attuali ministri Tria e Savona. Il risparmio immobiliare – prosegue Confedilizia, - è stato mortificato da una tassazione patrimoniale (Imu-Tasi) che dal 2012 è costata ai proprietari oltre 150 miliardi di euro" e, in vista della manovra, afferma che "se si vuole favorire la crescita e stimolare i consumi, mettere in cantiere un segnale per l'immobiliare è indispensabile”.

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