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Gualtieri: «Partite Iva, assegno a fine mese.Corsia veloce per la cig»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 24/03/2020 Enrico Marro
Il ministro Gualtieri in videoconferenza © Fornito da Corriere della Sera Il ministro Gualtieri in videoconferenza

La domanda per la cassa integrazione con la causale Covid-19 potrà essere presentate «entro pochissimi giorni e il pagamento da parte dell’Inps avverrà entro 30 giorni dalla domanda». I 600 euro di indennizzo per il mese di marzo «sono rivolti a tutta la platea dei lavoratori autonomi e devono essere resi disponibili entro questo mese. Dalla settimana prossima l’Inps metterà sul sito il modulo per la richiesta on line, che dovrebbe portare l’accredito tempestivo sul conto corrente». La moratoria sui prestiti e i mutui alle imprese «è obbligatoria e immediatamente attivabile, con una semplice mail in Pec che si manda alla banca. Deve essere attuata, non è una opzione». Inoltre, il governo sta valutando «la disapplicazione delle sanzioni amministrative» per chi, danneggiato dalle conseguenze del coronavirus, ha pagato in ritardo rispetto al rinvio delle scadenze fiscali dal 16 al 20 marzo». Del resto, questo mese le entrate sono calate solo di 2,5 miliardi rispetto ai 7,8 miliardi preventivati. Queste le rassicurazioni fornite dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, durante l’audizione (in videoconferenza) nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul decreto legge Cura Italia che ha stanziato 25 miliardi per i primi provvedimenti a sostegno di lavoratori, famiglie e imprese.

Alle Regioni i fondi per la cassa in deroga

Lo stesso Gualtieri e la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, hanno firmato il decreto interministeriale che ripartisce tra le Regioni i fondi per la cassa integrazione in deroga che darà un sostegno a tutti i lavoratori dipendenti anche quelli occupati in aziende con un solo dipendente. Gualtieri ha anche annunciato l’imminente pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto con «le modalità per la presentazione delle domande» per la moratoria di 18 mesi sulle rate dei mutui sulla prima casa che è stata estesa ai lavoratori autonomi (fondo Gasparrini).Il ministro dell’Economia ha anche detto che la collega Catalfo sta «dialogando costruttivamente» con le casse degli ordini professionali per assicurare anche alle categorie non coperte dall’Inps il sussidio previsto per questo mese.

Recessione

Il governo, ha confermato Gualtieri, sta lavorando al «decreto aprile» per dare seguito all’azione di sostegno all’economia, tenendo conto delle nuove chiusure delle attività produttive. Il ministro ha detto che si può già prevedere che quest’anno «il prodotto interno lordo andrà giù di qualche punto». Si stima «una forte contrazione della crescita nel primo semestre» che potrebbe essere seguita da una ripresa nel secondo. Una recessione «grave, ma pienamente gestibile», secondo Gualtieri. Naturalmente il Tesoro «non trascura scenari più sfavorevoli».

Nel dibattito è emerso con forza il tema delle ingenti risorse necessarie per evitare il collasso dell’economia. Il ministro ha annunciato che verrà chiesto alle Camere di autorizzare un nuovo aumento del deficit, dopo quello di 25 miliardi già votato. La richiesta sarà presentata presto, in modo che il prossimo decreto legge venga approvato dal consiglio dei ministri«prima della scadenza fiscale del 16 aprile, possibilmente anche una settimana prima». Gualtieri non ha detto a quanto ammonteranno le risorse che verranno messe in campo ad aprile. Oltre al maggior deficit il governo pensa di ricorrere alle risorse europee e spinge per l’emissione di eurobond alle stesse condizioni per tutti i Paesi. Le opposizioni hanno incalzato il ministro chiedendogli di fare di più e presto (Renato Brunetta per Forza Italia ha proposto un maggior deficit di 50 miliardi di euro). Gualtieri, dopo aver ricordato che i primi 25 miliardi, grazie all’effetto leva sulla liquidità delle imprese, aprono un ombrello fino a 340 miliardi di euro, ha assicurato che col decreto di aprile si prenderanno ulteriori provvedimenti, «anche più mirati». Ha sottolineato l’importanza delle decisioni della Bce (risorse per 1.120 miliardi) e rivolto un appello alle opposizioni al dialogo. Quanto al decreto Cura Italia, si può migliorare ha detto, sapendo però che gli stanziamenti non possono essere aumentati, perché si sono già impegnati tutti i 25 miliardi autorizzati dal Parlamento.

Visco: faremo tutto ciò che serve

Secondo il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che è intervenuto su La7 a «di martedì», le misure messe in campo dal governo e dalle istituzioni europee «sono proporzionali, ma siamo tutti intenzionati a fare di più, se serve». L’Italia, dice il governatore «può reggere quanto è necessario». La Banca d’Italia e la Bce sono impegnate a «tutelare il risparmio e preservare il valore della moneta». «La ripresa conterà sul risparmio» e «dobbiamo garantire che le imprese restino e che non ci sia una perdita rilevante di posti di lavoro e di capacità produttiva». È vero, «c’è stato un problema di comunicazione», ha detto Visco riferendosi alla gaffe di alcuni giorni fa della presidente della Bce, Cristine Lagarde, ma «la Banca centrale europea è determinata a fare tutto ciò che serve. L’euro è la nostra moneta, bisogna avere fiducia in essa e faremo di tutto per mantenerla».

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