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Impignorabilità Prima Casa: la Legge Caso per Caso

Logo Homify Homify 5 giorni fa Claudia Adamo - homify

Esistono una serie di equivoci riguardo il concetto di prima casa: questa definizione è valida soltanto in fase di acquisto e o successione dell'immobile e il concetto di "impignorabilità" della prima casa è frutto di un'interpretazione un po' grossolana della legge, possiamo dire un luogo comune vero e proprio, così come lo è affermare che la prima casa non può essere oggetto di pignoramento, ossia la procedura di messa in vendita dell'immobile (all'asta) volta a soddisfare un credito esistente. 

Come già accennato, al di fuori dei contesti di compravendita e successione, non si può parlare di prima casa, ma se sussistono specifici requisiti, l’acquirente di un’abitazione può accedere a una serie di benefici e agevolazioni, come la riduzione dell’imposta di registro e delle imposte sui mutui, o l’ IVA agevolata al 4% in caso di compravendita soggetta ad IVA. 

Quando si parla di pignoramento, qualora il creditore sia il fisco, non è corretto parlare di prima casa perché la dicitura più corretta sarebbe unico immobile di proprietà, così come riportato nel Decreto del Fare (D.L. 69/2013).Ovviamente, oltre allo Stato possono configurarsi diversi tipi di creditore: banche, finanziarie, controparti di processi vincitori della causa, famigliari, come la ex moglie che non ha ricevuto il mantenimento oppure un figlio non riconosciuto o che non ha ricevuto i sussidi. Le possibilità di pignoramento di un immobile variano in base alla tipologia del creditore e alle condizioni di contorno che si possono riscontrare di caso in caso.

Analizziamo nello specifico.

Fisco e pignoramento casa: Il Decreto del Fare e le sue successive modifiche ha stabilito una serie di tutele per i proprietari degli immobili che presentano un debito con il Fisco, che consiste nel divieto dell'esproprio dell'immobile se questo presenta contemporaneamente le seguenti caratteristiche: è l’unico immobile di proprietà del debitore, fatta eccezione per gli immobili di lusso o comunque immobili classificati nelle categorie catastali A/8 o sono abitazoni in ville e A/9, castelli e palazzi di rilevanza artistica o storica;è adibito a uso abitativo;il debitore vi risiede anagraficamente.Se sussistono tali requisiti contemporaneamente e se l’importo complessivo del credito per cui si procede non supera i 120.000 euro, non si può procedere con l'esproprio, ma al massimo può iscrivere un'ipoteca sull’immobile, a condizione però che si tratti di debiti col fisco superiori a 20.000 euro.Nel caso in cui viene meno uno dei suddetti requisiti oppure se la somma del credito supera i 120.000 euro, il fisco procede con l'espropriazione del bene e la messa in vendita all’asta. Impignorabilità Prima Casa: la Legge Caso per Caso
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