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La Nigeria non si costituisce parte civile contro Eni e Shell

Logo Milano Finanza Milano Finanza 20/04/2017
La Nigeria non si costituisce parte civile contro Eni e Shell © Milano Finanza La Nigeria non si costituisce parte civile contro Eni e Shell

Il governo della Nigeria, indicato dalla procura di Milano come unica parte offesa, non ha chiesto di costituirsi parte civile nell'udienza preliminare sulla presunta maxi tangente da un 1 miliardo e 92 milioni di dollari versata da Eni e Shell a politici nigeriani per l'acquisizione del giacimento petrolifero Opl- 245.

Tre organizzazioni non governative hanno, invece, presentato la richiesta di essere parti civili nei confronti delle 11 persone fisiche per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, ma non per le due società indagate in base alla legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Il gup, Giuseppina Barbara, si è riservato di decidere il prossimo 11 maggio, quando si pronuncerà anche sulle eccezioni preliminari presentate dalle difese.

Eccezioni che riguardano il deposito di alcuni atti ottenuti per rogatoria internazionale e la traduzione dall'italiano all'inglese di documenti della procura relativi a due indagati stranieri. Tra le 11 persone per le quali i pm, Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, hanno chiesto il processo figurano l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, il suo predecessore, Paolo Scaroni, e l'uomo d'affari Luigi Bisignani (oggi presente in aula).

Le tre organizzazioni hanno chiesto di costituirsi parte civile in quanto soggetti danneggiati dal reato contestato nel processo, corruzione internazionale, perché offenderebbe l'imparzialità della pubblica amministrazione ma anche la libera concorrenza e ha dei riflessi sulla gestione delle risorse naturali. L'italiana Re Common è un'associazione che fa inchieste e campagne contro la corruzione e la distruzione dei territori in Italia, in Europa e nel mondo.

Heda è una Ong nata in Nigeria nel 2004 e si impegna in iniziative contro la corruzione, mentre l'inglese The Corner House promuove movimenti e comunità per la giustizia sociale e ambientale. In caso di accoglimento della loro richiesta, chiedono il risarcimento del danno non patrimoniale da destinare a iniziative sulla lotta alla corruzione in Nigeria. Le difese degli indagati si sono opposte alla richiesta dei legali delle Ong perché hanno statuti generici e non potrebbero quindi reclamare dei danni in questo procedimento.

A Piazza Affari al momento il titolo Eni cede lo 0,27% a 14,65 euro anche se Citigroup ha confermato l'azione nella propria Focus List Europe, con un rating buy e un target price a 17 euro (Eni è l'unica azione di piazza Affari presente nella lista) e anche se il greggio recupera qualche posizione (+0,13% a 53 dollari al barile il Brent) dopo le forti perdite della vigilia, grazie ai segnali da parte dei principali produttori del Golfo su una probabile estensione dei tagli all'output oltre la metà dell'anno.

Arabia Saudita e Kuwait, entrambi membri Opec, hanno indicato che gli sforzi dell'Organizzazione e di altri Paesi, tra cui la Russia, per tagliare la produzione petrolifera probabilmente saranno estesi oltre giugno. Pesano tuttavia le ingenti scorte. Nonostante un calo delle riserve di greggio Usa la scorsa settimana, un inatteso accumulo di 1,5 milioni di barili delle scorte di benzina ieri ha trascinato i prezzi in ribasso di oltre il 3,5%.

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