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La protesta dei sindacati della scuola davanti al parlamento

La scuola, la grande malata della società italiana, ha subito col coronavirus un contraccolpo gravissimo. Insegnanti e studenti che dovrebbero prepararsi per un anno accademico particolarmente impegnativo sentono che le loro istanze non vengono adeguatamente prese in esame e per questo sono scesi in piazza a Roma davanti al parlamento. Problemi generali molto antichi I problemi irrisolti da decenni (vetustà o fatiscenza degli edifici scolastici, mancanza di insegnanti, ritardo nell'aggiornamento degli strumenti didattici...), che sono anche la causa del fiato corto della società italiana, adesso esplodono davanti alla trasformazione dell'insegnamento che la pandemia impone. In tempi brevissimi gli studenti hanno dovuto affrontare drastici cambiamenti rispetto alla vita scolastica precedente e le nuove norme sono ispirate ad un rigore che potrebbe assomigliare solo a quello delle rigidissime regole ottocentesche. Dai sindacati un coro di critiche Secondo Stefano D'Errico, leader del sindacato Unicobas, "il governo ha sbagliato tutto. Nel raffronto col resto d'Europa la cosa è lampante: in Belgio massimo 10 alunni per classe e 4 metri di distanziamento. In Regno Unito e Germania massimo 15 alunni per classe e 2 metri di distanza, 2 metri di distanziamento anche in Spagna da noi invece un metro fra bocca e bocca..." Le difficoltà nell'insieme dell'Europa In realtà i problemi sono identici in tutta Europa ma la differenza l'hanno fatta le dinamiche di efficienza e gli investimenti che alcuni paesi avevano già fatto negli anni scorsi, quelli che si sono lasciati prendere alla sprovvista rischiano di pagare un conto molto salato che pone una grave ipoteca sul generale progresso della loro società. "Per la prima volta - spiega la corrispondente di Euronews Giorgia Orlandi - dopo tanti anni insegnanti e studenti tornano insieme a manifestare in piazza e questa volta hanno anche pubblicato un manuale con vere proprie linee guida, un vademecum con le regole che le scuole dovrebbero seguire per riaprire in sicurezza" .
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