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Londra: nuovi sussidi ai lavoratori e nuova app anti-covid

Il meccanismo dei sussidi garantiti a circa 10 milioni di lavoratori colpiti nel Regno Unito dalla crisi del coronavirus verrà sostituito da un assegno dello Stato equivalente a due terzi degli stipendi per chi lavora almeno il 30% dell' orario originario. Lo ha annunciato alla Camera dei Comuni Rishi Sunak, cancelliere dello Scacchiere del governo di Boris Johnson , presentando un nuovo piano già discusso con la confindustria britannica (Cbi) e con uno dei maggiori sindacati del Paese (Tuc). "Non riusciamo a salvare tutti" "Come ho detto, durante questa crisi, non possiamo salvare ogni azienda e nemmeno tutti i posti di lavoro , nessun cancelliere potrebbe, ma quello che possiamo e dobbiamo fare è affrontare i problemi reali che scontano le aziende e lavoratori" ha spiegato Sunak in parlamento. Il ministro ha aggiunto che il meccanismo va aggiornato poiché "è fondamentalmente sbagliato" sussidiare a lungo termine posti di lavoro non più "sostenibili" di fronte alla situazione attuale. È stato prolungato inoltre il taglio a solo il 5% dell'Iva (Vat) per il business di ristorazione e ospitalità. Nuova applicazione mobile anti-pandemia E' da oggi inoltre operativa in Inghilterra e Galles la nuova applicazione per il tracciamento digitale dei contatti sul fronte della sfida all'emergenza coronavirus. Basata sulla tecnologia fornita da Apple e Google come l'omologa italiana Immuni, l'applicazione potrà fornire - se scaricata su telefonini e piattaforme varie da un numero sufficiente di cittadini - informazioni ampie in tempo reale sui nuovi focolai di Covid-19. "L'applicazione è gratuita e funziona in parallelo con il sistema (telefonico) già operativo di test e tracciamento - ha dichiarato un portavoce del ministero della Sanità -. Ed è in grado di determinare il tempo e la distanza che ciascun utente ha trascorso con un qualsiasi altra persona, così che, in caso di positività, sia possibile isolarsi tempestivamente e prenotare un tampone". Chi può usarla? Potranno scaricarla tutte le persone residenti sull'isola dai 16 anni in su, cosa che il governo raccomanda di fare pur senza imporlo come obbligo. Si tratta di uno strumento volontario, come in Italia e in altri Paesi, ma di fondamentale importanza, ha sottolineato alla Bbc il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock. " Tutti coloro che scaricheranno l'app ci aiuteranno a proteggere se se stessi, i loro cari e la comunità ", ha aggiunto, ricordando che l'auto-isolamento precauzionale a casa nell'ipotesi di semplici sospetti è consigliata, ma volontaria; mentre diventa un obbligo di legge (con sanzioni pesanti per i trasgressori) se l'indicazione viene comunicata dal servizio sanitario (Nhs) attraverso il meccanismo di test e tracciamento nazionale. Nella speranza di un miglioramento dell'applicazione "I funzionari dicono che la caratteristica dall'applicazione non è più la capacità di farti sapere se sei entrato in contatto con chi ha il virus, attraverso l'uso della tecnologia bluetooth, perché ci sono dubbi sull'affidabilità dell'app. precedente. Quella nuova serve piuttosto a controllare i sintomi, la situazione della zona in cui si vive e per prenotare un test; cioè, ovviamente, se sei in grado di fare un test con tutti i problemi che ci sono stati col sistema sanitario ultimamente" ha chiarito il corrispondente di Euronews Tadhg Enright. BoJo a scuola dagli svedesi Intanto il premier britannico Boris Johnson si è fatto illustrare il controverso modello adottato in questi mesi in Svezia (senza ricorso al lockdown) per affrontare il coronavirus in un video-colloquio avuto nel weekend con il professor Anders Tegnell: l'epidemiologo che ha guidato la gestione dell'emergenza per conto del governo di Stoccolma. Lo ha confermato un portavoce di Downing Street, minimizzando comunque il briefing, come uno dei tanti avuti da Johnson con esperti di diverso orientamento. "Il primo ministro ha sondato una varietà di opinioni scientifiche nel corso del weekend come parte del dibattito" che ha preceduto la decisione d'introdurre alla fine nel Regno nuove restrizioni di fronte al rimbalzo di contagi, ha detto il portavoce. Johnson - ha precisato - si è collegato via Zoom "con una quantità di scienziati", non solo con Tegnell, figura popolare fra la maggioranza degli svedesi e tuttavia contestata da altri specialisti in patria e fuori per un modello che sembra aver riportato al momento sotto controllo la pandemia in Svezia, ma al prezzo di un numero totale di morti e di contagi svariate volte superiore, finora, a quello registrato da tutti gli altri Paesi scandinavi. All'inizio dell'emergenza l'ipotesi di un tentativo di gestione controllata della diffusione del coronavirus, nella speranza di favorire una graduale immunità di gregge collettiva pur in assenza di un vaccino e di non penalizzare troppo l'economia e le libertà sociali, era circolata fra l'altro proprio nel Regno Unito, evocata in particolare in un'intervista dal consigliere scientifico capo di Downing Street, Patrick Vallance. Il governo Johnson, accusato allora d'aver esitato un paio di settimane di troppo prima d'imporre il lockdown nazionale di primavera sull'esempio italiano, aveva peraltro smentito subito considerare questa opzione la propria strategia: cosa esclusa anche in alcune mail private scambiate dallo stesso Vallance poco dopo l'intervista, e filtrate di recente sui media. I dubbi sono però sempre rimasti, mentre il modello della cosiddetta 'immunità di gregge' veniva adottato e rivendicato nei fatti in Scandinavia dalle autorità svedesi
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