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Migranti, record di permessi d'asilo in Italia nel 2016: quasi 78mila

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 10/10/2017
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Roma, 10 ottobre 2017 - Sono stati 226.934 i nuovi permessi di soggiorno concessi ai migranti nel 2016 in Italia, il 5% in meno rispetto all'anno precedente. Lo rivela l'Istat, sottolineando che il calo ha riguardato soprattutto le migrazioni per lavoro (12.873) - il 41% in meno sul 2015 - che rappresentano solo il 5,7% dei nuovi permessi. Continua invece la rapida crescita dei nuovi permessi per motivo di asilo e protezione umanitaria che raggiungono il massimo storico (77.927, il 34% del totale). 

"L'Italia attraversa una fase delicata dei fenomeni migratori; si è passati da diversi anni dall'epoca delle migrazioni per lavoro e per famiglia ai nuovi flussi sempre più spesso motivati dalla ricerca di asilo politico e protezione internazionale", spiega l'istituto di statistica. Nigeria, Pakistan e Gambia sono le principali cittadinanze delle persone in cerca di asilo e protezione internazionale. Insieme, queste tre coprono il 44,8% dei flussi in ingresso per ricerca di asilo e protezione internazionale.

I nuovi flussi non sempre però danno luogo a una presenza destinata a radicarsi sul territorio: tra i migranti giunti in Italia nel 2012 solo il 53,4% è ancora presente al 1° gennaio 2017. I cittadini non comunitari regolarmente presenti al 1° gennaio 2017 sono 3.714.137. Da sempre il mosaico delle nazionalità nel nostro Paese è particolarmente variegato, le prime dieci cittadinanze coprono il 61,6% delle presenze. I paesi più rappresentati sono Marocco (454.817), Albania (441.838), Cina (318.975), Ucraina (234.066) e Filippine (162.469). Le prime dieci collettività per numero di presenze registrano tra il 2016 e il 2017 un decremento. La flessione più rilevante interessa quelle di più antico insediamento come il Marocco e l'Albania, che perdono rispettivamente 55.633 e 41.121 permessi. La diminuzione è in gran parte riconducibile al crescente numero di acquisizioni di cittadinanza ed è perciò un segnale di stabilizzazione sul territorio.

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