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Mobili intelligenti: il futuro è già in salotto

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 11/10/2017 FABIO LOMBARDI
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Monza, 11 ottobre 2017 - Dal microchip innestato nel dito che permetterà di aprire le porte senza bisogno di maniglie, al touch screen incastonato nei mobili della cucina che consentirà di fare la spesa mentre si cucina. Fantascienza? No, design. Di questo si è discusso ieri sera nella tavola rotonda "L’innovazione tecnologica dei distretti Italiani. Il design 4.0: le sfide per l’impresa d’eccellenza" che si è svolta nella sala Caimi del Belvedere della Villa Reale di Monza e organizzata da Qn Il Giorno e dall’inserto del lunedì Qn Economia e Lavoro, in collaborazione con Tim.

Un incontro introdotto dal direttore de Il Giorno, Sandro Neri. «A noi - ha detto - spetta il compito di raccontare le eccellenze di questo territorio». A seguire, i saluti del consigliere di Camera di commercio Milano, Monza Brianza e Lodi, Gianpietro Meroni, e del sindaco di Monza, Dario Allevi. "La Brianza - ha detto il primo cittadino - è un’università del fare, patria di quella che chiamo 'artigenialità' misto fra artigianato, tecnologia e innovazione".

Un convegno moderato da Pierluigi Masini, direttore progetti speciali del Gruppo Monrif, al quale è intervenuta anche Sara Riffeser Monti, consigliere d’amministrazione di Monrif e Poligrafici editoriale Spa e vicepresidente di Speed Spa. "Ormai il design è tutto", ha esordito Carlo Forcolini, direttore scientifico di Raffles Italia (ultimo colosso della formazione sbarcato a Milano). "È un percorso - ha aggiunto - per semplificare la vita che ci mette davanti a grandi sfide come il rapporto uomo-macchina ma che realizza cose che ci stupiscono come alcuni tipi di protesi".

Scenari e innovazione che, spesso, neanche i tecnici sono in grado di comprendere e prevedere. "Recentemente una studentessa ha realizzato una tesi su un tessuto innovativo. I docenti sono rimasti delusi perché non aveva portato un esempio di questo tessuto senza capire che era talmente innovativo che non poteva essere prodotto", ha spiegato sorridendo Arturo Dell’Acqua Bellavitis, presidente Triennale Design Museum che ha aggiunto: "Oggi le stampanti 3D realizzano persino microedifici. Pensate che vantaggi si potrebbero ottenere se entrando in uno show room avessi la possibilità, attraverso la realtà virtuale, di vedere il divano che voglio comprare calato nel mio salotto potendone variare forme e colori. Ma occorre poi saper raccontare la qualità dei prodotti, la cultura e la storia dei territori in cui sono stati realizzati".

È stata poi la volta di Jacopo D’Auria esperto di «Internet delle cose» per Olivetti (oggi al 100% di Tim) che ha illustrato le possibilità offerte dalle stampanti 3D e il loro funzionamento. "Stiamo concentrandoci sulla smart manifacturing che può offrire grandi vantaggi", ha spiegato mostrando le immagini di una museruola per bulldog «realizzata con una stampante 3D a costi ridotti» mentre prima questo avrebbe richiesto costi di prototipazione elevati. «Una tecnologia che oggi può essere comandata in remoto, a distanza, da tablet o smartphone".

Ma a tecnologia e l’innovazione possono fare paura anche a chi proprio di questi due fattori ha fatto gli elementi della fortuna della propria azienda. "Andiamo verso un mondo sconosciuto che potrebbe essere contraddistinto da problemi sociali. Quando i robot e le intelligenze artificiali tolgono lavoro alle persone si va verso scenari che occorrerà saper gestire", ha detto Franco Caimi, della Caimi Brevetti, azienda che nel dopoguerra ha brevettato la schiscetta, e che oggi realizza pannelli fonoassorbenti di design pluripremiati (l’azienda ha nel suo palmares anche due Compassi d’Oro) "tanto innovativi che quando li abbiamo proposti a una grande Università statunitense per realizzarli ci hanno dato dei matti, ma invece funzionano come il tessuto che assorbe il suono che abbiamo da poco brevettato".

C’è invece la poltrona che ha incorporati tutti i sistemi per controllare gli elettrodomestici della casa, oppure il video piazzato sui mobili della cucina attraverso il quale poter fare la spesa online semplicemente con un tocco, nei progetti dalla Molteni. «La tecnologia ci serve per trovare soluzioni “personalizzate” per gli ambienti domestici ma anche quando si tratta di arredare una nave o un teatro - ha spiegato il direttore marketing Peter Hefti -. Noi realizziamo le vetrine delle Boutique Cartier nel mondo per le quali abbiamo dovuto prevedere particolari sistemi di accesso in considerazioni dei complessi sistemi d’allarme. Anche qui ci è voluta molta tecnologia".

A chiudere ci ha pensato Enrico Baleri, imprenditore, progettista e designer di fama internazionale. "Design? Ma, una sedia non deve essere bella. Deve essere comoda. Se è comoda, è bella".

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