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Mutuo per lavori di ristrutturazione: come funziona

Logo idealista idealista 5 giorni fa Redazione
mutui per ristrutturazione casa © Gtres mutui per ristrutturazione casa

Vuoi ristrutturare casa ma non hai la liquidità necessaria? Ecco come chiedere un mutuo per ristrutturazione, come funziona e quali sono gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Mutuo ristrutturazione: quali documenti servono

Un mutuo ristrutturazione può avere diverse finalità, per cui, alla normale documentazione finalizzata all’erogazione del finanziamento, vanno aggiunti diversi documenti a seconda che si tratti di:

  • Manutenzione ordinaria di edifici esistenti (ad esempio per riparare parti limitate dell’immobile): in questo caso occorre presentare in banca il preventivo di spesa fornito dall’impresa coinvolta.

  • Manutenzione straordinaria: per gli interventi sulla struttura dell’edificio serve presentare sia il preventivo che il progetto, nonché la DIA.
  • Ristrutturazione con grandi opere: per interventi che modificano la pianta dell’edificio (ampliamenti ecc) serve una concessione edilizia con versamento di un contributo. Entrambe le documentazioni vanno aggiunte alla richiesta di mutuo in banca.

Mutuo ristrutturazione: come funziona

Il mutuo ristrutturazione può finanziare fino all’80% del valore di mercato dell’immobile post-intervento e potrà essere erogato sia in un’unica soluzione (per interventi di minore entità) che a tranche a seconda dello stato di avanzamento lavori accertato da un tecnico. Ciò per evitare problemi di destinazione d’uso dei fondi o di solvibilità del mutuatario.  Le tempistiche di questi mutui arrivano ad un massimo di 18 mesi entro i quali occorre aver terminato i lavori.

Detrazioni fiscali 2019-2020 per i mutui ristrutturazione

Le detrazioni fiscali relative ai mutui ristrutturazione si riconducono ai bonus casa confermati anche per il prossimo anno: bonus mobili, eco bonus, sisma bonus.

Cessione del credito all’impresa per i mutui ristrutturazione 2020

È però anche possibile esercitare un’opzione e, al posto delle tradizionali detrazioni spalmate su più anni, avere un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo cedendo il credito d’imposta a chi esegue i lavori.

In questo caso sarà l’impresa a comunicare il tutto all’Agenzia delle Entrate per avere il contributo in compensazione spalmato su cinque anni. I codici tributo sono stati resi disponibili dall’AdE con due risoluzioni datate 20 novembre.

Come fare per attivare la procedura? Entro il 28 febbraio l’impresa deve comunicare l’accordo preso con il cliente. Nella comunicazione, attraverso l’apposito modulo sul sito dell’AdE che va inviato per via telematica o consegnato presso gli uffici, vanno inclusi:

  • la denominazione e il codice fiscale del soggetto avente diritto alla detrazione;
  • la tipologia di intervento effettuato;
  • l’importo complessivo della spesa sostenuta;
  • l’anno di sostenimento della spesa;
  • l’importo complessivo del contributo richiesto (pari alla detrazione spettante);
  • i dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento;
  • la denominazione e il codice fiscale del fornitore che applica lo sconto;
  • la data in cui è stata esercitata l’opzione;
  • l’assenso del fornitore all’esercizio dell’opzione e la conferma del riconoscimento del contributo, sotto forma di sconto di pari importo sul corrispettivo dovuto per l’intervento effettuato.
Scegli tu!
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