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Previsioni macroeconomiche Bankitalia, peggiorano consumi e occupazione

Logo idealista idealista 19/07/2019 Redazione
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Riviste le proiezioni macroeconomiche per l’Italia. Consumi e occupazione previsti in peggioramento. La nota di Bankitalia.

Le proiezioni non tengono conto della lieve revisione al ribasso della crescita del PIL nel primo trimestre diffusa dall’Istat il 31 maggio rispetto al dato preliminare del 30 aprile ma incorporano il forte indebolimento dello scenario internazionale osservato all’inizio di quest’anno e ne ipotizzano un lento e graduale miglioramento nel corso del prossimo biennio.

Sulla base di queste ipotesi, l’economia italiana tornerebbe a crescere a ritmi moderati nella seconda parte dell’anno in corso. Il PIL, corretto per gli effetti del numero di giornate lavorative, aumenterebbe dello 0,3 per cento quest’anno, dello 0,7 per cento nel 2020 e dello 0,9 per cento nel 2021. Rispetto alle precedenti proiezioni, pubblicate nel Bollettino economico di gennaio, la stima di crescita è inferiore di 3 decimi di punto percentuale quest’anno, 2 decimi nel 2020 e 1 decimo nel 2021. La revisione rispetto a gennaio riflette principalmente la maggior debolezza della domanda estera osservata negli ultimi mesi e il protrarsi di condizioni di elevata incertezza rilevate nei sondaggi presso le imprese.

Alla crescita del PIL contribuirebbero prevalentemente i consumi delle famiglie, comunque previsti meno vivaci che a gennaio, che beneficerebbero delle misure di politica di bilancio a sostegno del reddito disponibile, e le esportazioni, che crescerebbero in linea con la domanda estera. La dinamica degli investimenti privati risulterebbe invece debole, frenata dall’incertezza sulle prospettive della domanda e da un graduale aumento dei costi di finanziamento. In particolare, l’accumulazione di capitale produttivo si contrarrebbe nel biennio 2019-20 e sarebbe pressoché stagnante nel 2021. L’occupazione si espanderebbe in misura contenuta, soprattutto nei primi due anni, riflettendo anche maggiori fuoriuscite dal mercato del lavoro per effetto dell’introduzione di nuove forme di pensionamento anticipato, che, in linea con le regolarità osservate nel passato, verrebbero solo in parte rimpiazzate da nuove assunzioni.

La dinamica dell’inflazione rimarrebbe moderata e recupererebbe gradualmente. I prezzi al consumo aumenterebbero dello 0,8 per cento nella media di quest’anno, dell’1,0 per cento nel 2020 e dell’1,5 per cento nel 2021. La componente di fondo dell’inflazione, ancora debole nell’anno in corso, accelererebbe progressivamente nel prossimo biennio, sospinta da un graduale rafforzamento della dinamica retributiva. Rispetto alle nostre precedenti proiezioni pubblicate in gennaio, l’inflazione è stata rivista al ribasso di 0,2 punti percentuali quest’anno, 0,3 il prossimo e 0,1 nel 2021, riflettendo una più prolungata debolezza della componente di fondo e condizioni di domanda meno favorevoli.

I rischi che circondano queste proiezioni di crescita sono elevati; derivano dalle perduranti tensioni sulle politiche commerciali internazionali, che potrebbero accentuare la debolezza dell’economia globale e ripercuotersi sulle esportazioni e sulla propensione all’investimento, e, sul piano interno, dall’andamento dei mercati finanziari, che potrebbe risentire di un aumento dell’incertezza sulle prospettive della politica di bilancio e comportare condizioni di finanziamento per le imprese meno favorevoli.

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