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Reddito di cittadinanza, a quale stipendio equivale?

Logo idealista idealista 4 giorni fa floriana Liuni
reddito di cittadinanza © idealista/news reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza vale quanto uno stipendio part time. Il dato, preso dall’ultimo Salary Outlook di Jobpricing, fa riflettere una volta di più sulle implicazioni di questa misura della legge di Bilancio, le cui specifiche sono ancora tutte da conoscere. Servirà a far ripartire l’economia? Costituirà un rischio per il mercato del lavoro, incentivando il sommerso? Idealista/news ha cercato di rispondere insieme all’avv. Gianluca Di Ascenzo, presidente di Codacons.

Il dibattito sul reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza - che comporta un netto annuo di 9360 euro e un lordo di circa 11 mila euro, secondo Jobpricing - dovrebbe costituire un aiuto per le persone temporaneamente senza reddito o con un reddito sotto la soglia di povertà definita da Istat (780 euro, appunto). Un aiuto della durata sufficiente a “traghettare” queste persone verso un lavoro che consenta loro di mantenersi dignitosamente.

“Ammesso che le coperture esistano – commenta Gianluca Di Ascenzo, - e la proposta è stata bollinata per cui siamo ottimisti in merito, i sostenitori della misura ne parlano come di uno strumento di semplificazione e di aggiornamento del personale, i detrattori  mettono in questione i suoi aspetti etici relativamente al rischio sommerso, e anche dell’effettiva ricerca di lavoro”.

Reddito di cittadinanza, quali conseguenze sull'economia?

Il dibattito quindi è aperto. Ma secondo Codacons, la misura sarà in grado di riattivare l’economia aumentando la capacità di spesa degli italiani e, di conseguenza, il Pil? “Non si può certo dire – risponde D’Ascenzo, - che sia il reddito di cittadinanza, pur declinato correttamente e con tutti i controlli del caso per evitare abusi, la soluzione per rilanciare l’economia. Il Paese ha bisogno di una riforma più strutturale, ad esempio nel campo dell’efficacia della formazione universitaria ai fini del mercato del lavoro. Su molti fronti l’Italia è arretrata: penso al livello dell’uso della moneta elettronica, o della diffusione della fibra ottica, dei problemi strutturali che, al di là delle esperienze di eccellenza di alcune imprese e start-up in Italia, impediscono una crescita uniforme della nostra economia”.

Lavoro nero e reddito di cittadinanza: i rischi

Considerato che, secondo le tabelle di sostituzione elaborate da Jobpricing, il reddito di cittadinanza può valere quanto un salario part-time (dal 58 al 63% a seconda del tipo di CCNL), quali potrebbero essere gli effetti sul mercato del lavoro? Esiste il rischio di alimentare il sommerso, o di disincentivare la ricerca di lavoro? ”Il rischio sul sommerso è concreto – ammette Gianluca d’Ascenzo: - i dati parlano di una forte presenza di “lavoro nero”, soprattutto nel Mezzogiorno, che di fatto consente in molte situazioni di tirare avanti impedendo l’esplodere di tensioni sociali. Del resto il Paese si regge anche sul welfare familiare, sull’aiuto economico dei nonni. Ma quando questo venga a mancare, l’alternativa per molti giovani, che nonostante la laurea non riescono a trovare lavoro, fino a ieri andare all’estero a lavorare come camerieri per imparare le lingue e tentare di riqualificarsi. Quando esisterà il reddito di cittadinanza non sarà da sottovalutare la possibilità di accostarvi altri lavoretti che consentano di mettere insieme un reddito”.

Reddito di cittadinanza, meglio essere ottimisti

Come valutare, quindi, questa misura? “Noi vorremmo, non dirò sospendere il giudizio – risponde il presidente Codacons, - ma guardare con un certo ottimismo ad una riforma che, comunque sia, interviene in un contesto che non è positivo. Con una speranza sul futuro, perché se dovessimo guardare al passato vedremmo che misure precedenti come la social card e simili non hanno sortito grossi effetti, complice anche la congiuntura economica sfavorevole. Al momento i dati sugli esercizi commerciali e sui consumi soprattutto non food non sono positivi. Il reddito di cittadinanza inserito in questo contesto è comunque una possibile occasione di rilancio e di riforma dei centri d’impiego”.

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