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Ronaldo alla Juventus nel 2018, i costi e i benefici dell'oaffare del secolo

Logo idealista idealista 11/07/2018 Redazione
© Gtres

Cristiano e la Juventus, l’affare del secolo è ormai cosa certa. Intanto si è già scatenato l’effetto Ronaldo e per rendersi conto della portata basti dare un’occhiata a quanto sta succedendo a piazza Afffari dove la quotazione in borsa della Juventus, poco dopo l’annuncio ufficioso del trasferimento, ha raggiunto il suo valore massimo per l’anno solare 2018: 0,898, per azione. Un rialzo tanto netto che ha portato la capitalizzazione della società da 665 milioni a oltre 800. Ma è solo il primo degli effetti che potrebbe produrre quello che già si preannuncia come l’acquisto dell’anno.

I costi dell'affare

I vertici juventini non hanno lasciato nulla al caso, definendo il piano per arrivare al cinque volte Pallone d’Oro in ogni minimo particolare. In tutto, la portata dell’operazione, dovrebbe aggirarsi intorno ai 400 milioni di euro. Ma entriamo nel dettaglio. La trattativa con il Real Madrid, di fatto l’hanno condotta Cristiano Ronaldo e il suo agente, il potentissimo Jorge Mendes, che hanno convinto Florentino Perez ad accettare l’offerta bianconera di 100 milioni di euro (più altri 12 per il contributo di solidarietà previsto dal regolamento Fifa e oneri accessori).

Tutte le fonti, invece, convergono sulle cifre dell’ingaggio: 31 milioni netti (62 lordi) a stagione per quattro anni. Il totale, quindi, farebbe 360 milioni di euro (100+12 per il cartellino e 248 per il contratto quadriennale). La variabile più difficile da calcolare, però, è la commissione che la Juventus riconoscerà a Jorge Mendes.

Il piano per i ricavi

Per fare fronte a un affare di questa portata, il club bianconero dovrà fare cassa. E quindi è legittimo pensare che qualche big, su tutti Pjanic, Higuain e Dybala, possa lasciare Torino. Ma in realtà l’obiettivo dei vertici societari è quello di riuscire a pagare i costi dell’operazione Ronaldo con gli effetti dell’operazione Ronaldo.

La maggiore esposizione mediatica derivante dall’arrivo di CR7 attrarrà automaticamente nuovi sponsor, merito anche della sovraesposizione mediatica del calciatore (Ronaldo conta oltre 73 milioni di follower su Twitter e quasi 123 milioni di like su Facebook, la Juventus si ferma rispettivamente a quota 6 e 32 milioni e mezzo).

Ma è logico anche immaginare un aumento del prezzo dei biglietti per lo Stadium e quindi maggiori ricavi anche dal botteghino, oltre che a contratti con le pay tv più vantaggiosi e tour in giro per il mondo. Da non sottovalutare anche l’indotto che può generare il merchandising su scala globale, perché CR7 è ormai diventato un brand senza frontiere.

Tanto per fare un esempio, per coprire i circa 360 milioni dell’operazione, alla Juventus basterebbe, si fa per dire, vendere poco più di 4 milioni di magliette (costano 90 euro sul sito dello store ufficiale juventino) con il numero 7 di Cristiano, un obiettivo tutt’altro che irraggiungibile considerato il seguito che ha sui social.

L’acquisto di uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi va letto quindi in una doppia logica, quella che riguarda il campo e l’obiettivo di vincere la Champions League (che pure porterebbe nelle casse societarie oltre 100 milioni di euro) e quella che riguarda la crescita del fatturato. La Juventus, infatti, negli ultimi cinque anni è passata da da 213 a 562 milioni di euro fatturati.

Ronaldo e i problemi con il fisco

Ma l’affare l’ha fatto anche Ronaldo, che potrà beneficiare dei vantaggi fiscali per i neo residenti in Italia. Esercitando l’opzione per l’imposta sostitutiva, ai sensi dell’articolo 24-bis del Tuir, al fine di pagare “solo” il forfait di 100mila euro con riferimento a tutti i loro redditi di fonte estera (per un massimo di 15 anni). Non solo, potrebbe approfittare della permanenza in Italia per donazioni in favore dei suoi 4 figli (e/o di altri famigliari) con delle donazione in totale esenzione da imposte.

Tutto mentre sta per concludersi la vicenda che lo ha visto difendersi dalle accuse di frode fiscale mosse dall'agenzia delle entrate spagnola per non aver dichiarato 14,7 milioni di euro che, sempre secondo l'accusa, sarebbero stati dirottati su alcune società delle Isole Vergini Britanniche per occultarli agli occhi del fisco spagnolo. Secondo Marca la questione dovrebbe chiudersi con il pagamento di una multa di 18,8 milioni di euro.

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