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Usa, piazze infuocate dopola sentenza sul caso di Breonna Taylor

Notte di proteste a Louiseville dove la gente è scesa in strada per chiedere giustizia per Breonna Taylor, afroamericana uccisa dalla polizia mentre dormiva nella sua abitazione con il compagno. L'episodio si è verificato lo scorso marzo, ma la sentenza di ieri del Gran Jury ha nuovamente infiammato le piazze statunitensi. A scatenare questa nuova ondata di rabbia, il fatto che solo uno dei tre poliziotti implicati nella vicenda sia stato incriminato, e non per omicidio, ma solo per condotta pericolosa. Il Gran Jury non ha dunque incriminato nessuno in relazione con la morte di Breonna Taylor. La 26enne, operatrice socio sanitaira, è stata colpita con diversi proiettili dopo che tre agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione, per una perquisizione. Il procuratore generale del Kentucky è apparso visibilmente imbarazzato nel rispondere alle domande sulla vicenda: "Non c'è mai stato un giorno in cui la gente che lavora in questo ufficio non sia andata a dormire pensando a questo caso", ha detto. La decisione del Gran Jury ha riportato centinaia di persone in piazza, in diverse città americane, tra le quali New York. I parenti di Breonna e gli attivisti chiedono a gran voce che tutti e tre gli agenti implicati nella vicenda vengano incriminati per omicidio o almeno omicidio colposo. L'avvocato della famiglia ha definito la decisione del Gran Jury oltraggiosa ed offensiva. L'Fbi sta ancora investigando su possibili violazioni della legge federale durante il blitz in casa della vittima.
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