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Bonus verde 2018, cos’è e come funziona: guida in 5 punti

Logo First Online First Online 09/01/2018 Carlo Musilli

Non solo ecobonus, sismabonus, bonus mobili e ristrutturazioni. Quest’anno la pattuglia delle agevolazioni per la casa si arricchisce del bonus verde, una novità introdotta dall’ultima legge di Bilancio e valida solo per il 2018, a meno di future proroghe.

1) COS’È BONUS VERDE?

Si tratta di una detrazione Irpef del 36% su una spesa massima di 5mila euro per la “sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti – si legge nel testo della manovra – unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi; realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili”.

In altri termini, tornerà nelle tasche dei contribuenti come credito d’imposta poco più di un terzo delle spese sostenute per ristrutturare balconi, cortili e giardini, fino a un massimo di 1.800 euro su un conto di 5mila.

Inoltre, la legge prevede che la detrazione venga “ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi”. Il risparmio massimo sulla dichiarazione dei redditi di ogni anno sarà perciò di 180 euro.

A differenza di quanto previsto dalla norma sul bonus mobili, per beneficiare di questa agevolazione non è necessario aver già eseguito lavori di ristrutturazione in casa.

Infine, la detrazione spetta nella misura 50% solo se l’unità residenziale è adibita anche all’esercizio di una professione.

2) CHI NE HA DIRITTO?

La legge di Bilancio precisa che ha diritto al bonus verde chi “possiede o detiene, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi”. Perciò non solo i proprietari, ma anche gli inquilini e i comodatari. In caso di vendita dell’immobile, inoltre, la detrazione viene trasferita, a meno che le parti non si mettano d’accordo diversamente.

3) VALE ANCHE PER LE AREE COMUNI DEL CONDOMINIO?

La faccenda si complica quando non parliamo di singole case, ma di condomìni. Il bonus verde vale anche per gli interventi sulle aree comuni, ma in questo caso l’importo agevolabile dipende dal numero di unità immobiliari presenti, fatto salvo che per ciascuna è previsto un limite di spesa di 5mila euro.

Per esempio, se in un condominio ci sono 10 appartamenti, l’importo massimo su cui si può applicare la detrazione è pari a 50mila euro. Naturalmente, l’agevolazione va poi ripartita tra i condomini tenendo conto delle quote che ognuno si è sobbarcato.

L’Agenzia delle Entrate dovrà chiarire se il bonus verde applicato alle parti comuni dei condomìni sia cumulabile con quello riservato alle singole abitazioni. Se così fosse, l’importo complessivo agevolabile salirebbe a 10mila euro.

4) QUALI SPESE SONO DETRAIBILI?

L’altro aspetto importante su cui si attendono precisazioni da parte del Fisco è il perimetro degli interventi agevolabili.

La detrazione si può applicare certamente sulle spese sostenute per acquistare piante e o per realizzare giardini pensili, impianti d’irrigazione, strutture di copertura e pozzi. Rientrano nel campo dell’agevolazione anche le spese per la progettazione e la manutenzione delle strutture.

Non è chiaro invece come funzionerà per gli interventi che già rientrano nella lista del bonus ristrutturazioni, per esempio le opere sulle recinzioni. Se fosse possibile scegliere, sarebbe ovviamente più conveniente il bonus ristrutturazioni, che copre il 50% della somma pagata fino a una spesa massima di 96mila euro. Chi chiederà entrambe le agevolazioni dovrà presentare fatture e bonifici separati.

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5) COME EFFETTUARE I PAGAMENTI?

Poiché il bonus verde vale esclusivamente per il 2018, si potrà applicare solo sulle spese sostenute entro i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi. La manovra impone anche che “i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni”.

Traduzione: per beneficiare dell’agevolazione è necessario pagare i lavori con un “bonifico parlante”, che si differenzia da quello tradizionale perché contiene diverse informazioni in più. In particolare, nel modulo occorre specificare chi effettua il pagamento, per quali lavori e in base a quale norma richiede i benefici fiscali e a chi è destinata la somma.

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