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Ecobonus e sismabonus 2018: chiarimenti sui limiti di spesa per i condomini

Logo idealista idealista 15/05/2018 Redazione
© Gtres

Con la circolare n. 7 del 27 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017, nella quale sono offerte importanti indicazioni in merito alle spese per la riqualificazione energetica degli edifici e per gli interventi antisismici. Vediamo quanto sottolineato sui limiti di spesa dei nuovi incentivi condominiali.

A pagina 296 della circolare, con riferimento alle spese sostenute per gli edifici composti da più unità immobiliari, è stato precisato che “l’ammontare massimo delle spese ammesse alla detrazione va calcolato tenendo conto anche delle eventuali pertinenze alle unità immobiliari”.

Con riferimento alla riqualificazione energetica, “nel caso in cui l’edificio sia composto da 5 unità immobiliari e 3 pertinenze autonomamente accatastate, la detrazione è calcolata su un importo massimo di spesa di euro 320.000 (40.000 euro x 8 unità) da attribuire ai condomini in base ai millesimi di proprietà”. Le unità pertinenziali, dunque, devono essere incluse.

E’ stato inoltre precisato che “ai fini della detrazione delle spese per interventi di riqualificazione energetica, qualora un intero edificio sia posseduto da un unico proprietario e siano comunque in esso rinvenibili parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate, detto soggetto ha diritto alla detrazione per le spese relative agli interventi realizzati sulle suddette parti comuni. Il concetto di ‘parti comuni’, tuttavia, pur non presupponendo l’esistenza di una pluralità di proprietari, richiede, comunque, la presenza di più unità immobiliari funzionalmente autonome”. Si può pertanto ritenere che anche per gli edifici multi-unità posseduti da un unico proprietario sia applicabile il limite di spesa determinabile con la formula “40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari componenti l’edificio”. Sebbene non sia espressamente precisato, si deve ritenere che lo stesso criterio valga anche per gli interventi antisismici.

A pagina 297 della circolare si legge poi: “Con riferimento agli interventi sulle parti comuni degli edifici, l’ammontare massimo di detrazione deve intendersi riferito a ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio tranne nell’ipotesi di cui al comma 344 della legge n. 296 del 2006 in cui l’intervento di riqualificazione energetica si riferisce all’intero edificio e non a ‘parti’ di edificio”.

Attenzione: potrebbe sembrare che, oltre al limite fissato dal DL 63/2013 e riguardante l’intero immobile, debba essere considerata l’ulteriore limitazione dell’ammontare massimo di detrazione per ciascuna unità immobiliare. Ma non è così. E’ invece possibile che per unità immobiliari particolarmente estese si possa fruire di detrazioni calcolate su una spesa superiore a 40.000 euro, a condizione che la spesa complessiva per l’intero immobile non ecceda l’ammontare indicato dalla legge.

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