Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

Vecchi rapporti a termine prorogabili fino a tre anni

Logo Italia Oggi Italia Oggi 09/08/2018 di Daniele Cirioli
© ItaliaOggi

Vecchi rapporti a termine prorogabili fino a tre anni. Infatti, con l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto dignità, approvata martedì scorso dal senato, i contratti a termine in essere al 14 luglio (data d'entrata in vigore del dl n. 87/2018) potranno essere prorogati e rinnovati fino a 36 mesi entro il prossimo 31 ottobre. Raggiunto il limite, sarà ancora possibile un nuovo contratto a termine, di durata massima di 12 mesi, se stipulato presso l'Ispettorato del lavoro (opzione che sopravvive anche nel nuovo regime).

Le novità. Fino al 13 luglio il contratto a termine è stato stipulabile senza giustificazione per una durata massima di 36 mesi. Per le assunzioni operate dal 14 luglio:

 
  • la durata massima è scesa a 24 mesi;  
  • il contratto a termine è stipulabile liberamente (senza giustificazione) fino a 12 mesi;  
  • il contratto a termine è stipulabile per una durata superiore a 12 mesi (fino a 24 mesi) solo in presenza di una causale (si veda tabella).

    Seconda novità riguarda le proroghe di contratti a termine che fino al 13 luglio erano possibili fino a cinque entro la durata massima di 36 mesi (dalla sesta proroga il contratto si trasforma a tempo indeterminato). Dal 14 luglio il numero di proroghe possibili è sceso a quattro nella durata di 24 mesi (dalla quinta proroga il contratto si trasforma a tempo indeterminato). Terza novità riguarda sempre le proroghe, ora condizionate nel caso con esse si superi la durata di 12 mesi. In particolare, ferma la durata massima di 24 mesi, dal 14 luglio se con una proroga si superano i 12 mesi occorre la presenza di una causale. Quarta novità riguarda le ri-assunzioni a termine, cioè i rinnovi. Fino al 13 luglio non c'è stato limite ai rinnovi, tutti possibili liberamente (cioè senza causale), nel limite di durata massima di 36 mesi. Dal 14 luglio i rinnovi sono possibili fino alla (nuova e ridotta) durata massima di 24 mesi; e, cosa più rilevante, i rinnovi non sono più liberi: già dal primo occorre una causale.

    In tutti i casi di rinnovi e proroghe, quando il contratto a termine riguarda un'attività prevista dal dpr n. 1525/1963 (attività stagionali), non è richiesta la causale.

    Una tregua di due mesi. Tutte le predette novità, come detto, si applicano dal 14 luglio e continueranno a valere anche con l'entrata in vigore della legge di conversione del dl dignità. L'ambito applicativo, però, sarà diverso per via dell'introduzione di un periodo transitorio (tregua), fino al 31 ottobre, limitatamente ai contratti a termine stipulati prima del 14 luglio. Spieghiamo meglio: fino all'entrata in vigore della legge di conversione, le novità su durata (ridotta da 36 a 24 mesi), numero di proroghe (da cinque a quattro), necessità di una causale, etc., si applicano non solo ai contratti a termine stipulati dal 14 luglio, ma anche a «rinnovi» e «proroghe» di contratti in corso al 14 luglio. In altre parole, le nuove regole si applicano indistintamente a «tutti» i contratti a termine. La legge di conversione, invece, stabilendo che la riforma si applica ai contratti stipulati dal 14 luglio 2018 «nonché ai rinnovi e alle proroghe contrattuali successivi al 31 ottobre 2018», di fatto opera un rinvio dell'efficacia delle nuove norme al 1° novembre per i contratti in corso al 14 luglio (cioè stipulati prima di tale data). Pertanto, fino al 31 ottobre, aziende e lavoratori potranno prorogare e rinnovare i contratti a termine senza tener conto della riduzione della durata massima, né del nuovo limite del numero di proroghe, né della necessità di una causale per i rinnovi.

    Salvo il contratto «assistito». Vale la pena evidenziare, poi, che nessuna novità è stata introdotta, né dal dl n. 87/2018 né dalla legge di conversione, alla possibilità (art. 19, comma, 3 dl n. 81/2015) di stipulare, una volta raggiunto il limite massimo (36 mesi per i contratti fino al 13 luglio; 24 mesi per quelli successivi) un ulteriore contratto a termine di durata massima di 12 mesi presso l'Ispettorato del lavoro.

 
Scegli tu!
Scegli tu!

Altro da Italia Oggi

image beaconimage beaconimage beacon